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Il pianista in carcere e i politici ignoranti

Articolo di Roberto Saviano (Espresso 7.8.16) “Fabrizio Pellegrini deve curarsi con la cannabis. L’ha coltivata ed è stato arrestato. E la legge sulla legalizzazione rischia di non passare mai”

“”L’Italia ha un problema serio. Molti, dirà chi mi legge, e citarne uno – uno solo! – significa essere un inguaribile ottimista. Eppure il mio non è ottimismo, ma piuttosto un tentativo, estremo, di isolare il problema più grave di tutti, quello che tutto inquina e tutto pregiudica. Ciò che impedisce all’Italia di essere quel Paese progressista e incline al cambiamento che la sua tradizione umanistica e scientifica gli imporrebbe di essere. Il problema del nostro Paese è l’ignoranza che non coincide con un percorso di studi più o meno articolato, ma proprio con la mancanza di volontà di approfondire temi che non si conoscono ma che pure sono di attualità politica e riguardano le vite di un numero sempre crescente di individui. Quante volte avrete sentito dire: «Non ne so abbastanza di maternità surrogata, ma sono contrario»; «Non so esattamente cosa sia la fecondazione eterologa, ma credo che se la natura o Dio non vogliono, sia sbagliato accanirsi per avere un figlio»; «Non conosco il mercato delle droghe, ma sono contrario alla legalizzazione perché dovremmo combattere il consumo e non incentivarlo; «Se i gay vogliono stare insieme non ho niente da obiettare, ma perché debbano sposarsi o adottare questo non lo capisco».

In queste affermazioni è facile scorgere la mancanza di consapevolezza da parte di chi parla e allo stesso tempo, la volontà di inserirsi in un discorso senza avere coordinate. Dove è ovvio che le coordinate non possono essere date dall’orientamento religioso, che è un percorso profondamente personale e che non si può immaginare di imporre a nessuno. Grave che lo faccia chi ci sta accanto, ancora più grave che lo faccia la politica che è chiamata a rappresentarci, a prendere decisioni in nostra vece, a orientare il percorso del nostro Paese. Triste sentire le Lorenzin, i Gasparri, i Giovanardi, i Lupi parlare di ciò che non conoscono, e tristissimo non sentire il Presidente del Consiglio dire la sua su argomenti sensibili su cui pure dovrebbe avere un’opinione. Favorevole o contrario, che la sua idea sia semplice o articolata, è dovere del Presidente del Consiglio esprimersi.

Openpolis, associazione indipendente che analizza il lavoro del Parlamento dice chiaramente, numeri alla mano, che se il Pd non sarà compatto, al Senato la proposta di legge sulla legalizzazione delle droghe leggere si arenerà senz’altro.

E allora l’invito è, nel mese che manca alla prossima discussione, di approfondire il tema, informarsi e capire come in Italia, nel Paese delle tre mafie più potenti, pericolose e temute del mondo, non avere consapevolezza e non prendere posizione su questo tema è gravissimo.

A questo proposito, potrebbe aiutare conoscere il dramma di Fabrizio Pellegrini, pianista di 47 anni, malato di fibromialgia o sindrome di Atlante, patologia che porta insonnia, spossatezza e dolori muscolari fortissimi. Per alleviare i sintomi della malattia, Fabrizio Pellegrini potrebbe avere accesso all’uso della cannabis terapeutica che proprio in Abruzzo, regione in cui è residente, dovrebbe essere a carico del servizio sanitario regionale. Ma nonostante il fondo di 50 mila euro stanziato per offrire questo tipo di cure a chi ne avesse necessità, la legge è disattesa e il costo mensile del servizio per Pellegrini sarebbe di 500 euro, da anticipare per l’acquisto di sostanze provenienti dall’Olanda.

Pellegrini non può permettersi questa spesa, benché necessaria, e decide quindi di piantare della marijuana: per questo viene arrestato. Dall’11 giugno fino al 2 agosto (quando è passato agli arresti domiciliari) è stato detenuto nel carcere di Chieti dove le sue condizioni sono notevolmente peggiorate. In stato di reclusione non è possibile somministrare cannabinoidi quindi per alleviare il dolore Pellegrini ha dovuto assumere farmaci pur avendo un’allergia certificata ai cortisonici e agli antidolorifici. Per me anche questo è tortura, ma nonostante l’incompatibilità di Pellegrini con il regime carcerario la perizia non viene disposta perché il tribunale di sorveglianza è sotto organico e i tempi sono lunghissimi. Il ministro della Sanità Lorenzin e il Presidente del Consiglio Renzi potrebbero fare molto. Non saranno d’accordo sulla legalizzazione delle droghe leggere, ma converranno con me su questo: una politica il cui fine non è la felicità dei cittadini e nemmeno la loro sopravvivenza, è una politica abominevole, che faccio difficoltà a pensare sia utile e perfino a definire politica.””

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