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Il piano del ministro Calenda per 'salvare' Roma dal degrado. In cinque punti

La situazione in cui versa Roma non è mai stata così drammatica. Non solo dal punto di vista del degrado (di cui abbiamo parlato in questo articolo), ma anche dal punto di vista economico. Se la Capitale fosse un bene di consumo, il suo valore sarebbe in picchiata. Il dato in tutta la sua drammaticità, come viene riferito da Andrea Bassi sul Messaggero, è relativo a un’analisi su Roma condotta dal ministero dello Sviluppo economico e inviata alla sindaca Virginia Raggi, al presidente della Regione Nicola Zingaretti, e ai sindacati. Secondo questo dossier,  la crisi ha coinvolto tutti i settori, dal commercio al turismo e le comunicazioni, dall’edilizia all’agricoltura.

Crisi dell’occupazione

Nella Capitale la crisi è principalmente occupazionale: dei 23 mila dipendenti coinvolti nelle 58 crisi capitoline, scrive il quotidiano romano, ben 9 mila sono quelli di Alitalia. Alle difficoltà del settore sanitario con il San Raffaele e il Gruppo Garofalo e alla crisi delle grandi catene di elettronica come Edom (ex Trony) e Mediamarket, la Capitale e il suo hinterland hanno pagato un prezzo elevato in termini occupazionali. Così come le aree di Fiumicino e di Pomezia, quest’ultima con la crisi di Fiorucci.

Per affrontare la crisi arriva ora dal Ministero dello Sviluppo economico guidato da Carlo Calenda un grande progetto per salvare Roma, un ‘piano strategico’ da attuare utilizando i 2,6 miliardi già disponibili tra fondi regionali, governativi ed europei.

Il piano di Calenda in 5 punti

UNO – 270 milioni per lo sviluppo economico e la competitività delle imprese

  • 113 milioni per la reindustrializzazione e per cogliere le sfide di industria 4.0
  • 62 milioni per l’innovazione
  • 72 milioni per favorire l’accesso al credito delle imprese
  • 40 milioni sono stanziati per l’occupazione: 13,5 per le crisi aziendali, 15 per i tirocini, quasi 4,5 per la ricollocazione dei lavoratori.

DUE – Un miliardo per nuove infrastrutture e per il trasporto pubblico

  • 446 milioni per le opere strategiche
  • 16 milioni per il raddoppio della Tiburtina
  • 99 milioni per il prolungamento della metro B fino a Casal Monastero
  • 3 milioni per la banda ultralarga

​TRE – 117 milioni di euro per la qualità dell’ambiente e la lotta all’inquinamento

  • 70 milioni per la lotta al dissesto idrogeologico per l’area metropolitana
  • 5 milioni per combattere l’inquinamento
  • 25 milioni per il nuovo piano di raccolta differenziata per Roma Capitale
  • 71 milioni per valorizzare l’agricoltura: dal sostegno delle start up al supporto per gli investimenti per la conversione aziendale verso metodi di produzione sostenibile e biologica.

QUATTRO – 530 milioni messi a disposizione dalla Regione per la nuova sanità

  • 220 milioni sull’edilizia sanitaria,
  • 231 milioni per i lavori al policlinico Umberto I
  • 145 milioni per il Nuono ospedale dei Castelli romani

CINQUE – 257 milioni di euro per la scuola, la formazione e la conoscenza

  • 37,5 milioni per i lavori in novanta scuole di Roma
  • 78 milioni per il progetto «Torno subito» che finanzia percorsi integrati di studio e lavoro in contesti nazionali e internazionali destinato ai giovani dai 18 ai 35 anni, universitari o laureati, residenti o domiciliati nel Lazio.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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