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Il pubblicitario, "harakiri Trump, autogol nel finale"

Roma – Nervoso, poco credibile sulle donne ma, soprattutto, autore di un clamoroso autogol con il riconoscimento a Hillary Clinton di essere una “combattente che non molla mai”. L’esperto di comunicazione, Cesare Casiraghi, boccia decisamente il candidato repubblicano, Donald Trump, che – nel secondo faccia a faccia in tv in vista delle elezioni presidenziali dell’8 novembre – ha fatto, a suo dire, letteralmente ‘harakiri’. “La presa di distanza da Pence e l’involontario endorsement” sono “i momenti chiave di una netta sconfitta”, commenta il pubblicitario. La sfidante democratica, Hillary Clinton, è invece apparsa “piu’ serena; look e trucco hanno fatto il resto”.

Secondo Casiraghi, Trump “non è riuscito, o non ha voluto, monetizzare il gran lavoro fatto dal suo secondo Pence nel precedente confronto tra vicepresidenti designati. Ma, soprattutto, ha direttamente segnato un gol in zona Cesarini, ma nella sua stessa porta, quando all’ultima domanda posta dal pubblico ha dichiarato che Hillary non molla mai, è una combattente”. Il miliardario, inoltre, “è stato poco credibile nel suo esprimersi nella difesa delle donne, terreno nel quale avrebbe forse dovuto non cimentarsi. Soprattutto adottando una strategia di attacco su un tema che per tutta la settimana ha visto lui sul banco degli imputati. Oltretutto Hillary essendo donna, madre e nonna era normale che avesse una credibilita’ piu’ elevata sul tema”.

Ma per il pubblicitario importante è stata anche la condotta della Clinton: “Una Hillary ritrovata finalmente con un look che la valorizzava, a differenza di quell’orrendo abito rosso del primo dibattito, ha saputo gestire molto meglio corpo ed emozioni, cosa questa probabilmente non prevista da Trump che è apparso significativamente nervoso ma soprattutto poco elegante o meglio ancora ‘cattivo’ nei confronti dell’avversaria. Ho visto una Cinton molto diversa da quella del primo dibattito, nervosa, incerta e aggrappata alle note scritte. Ieri ha gestito bene la platea, è apparsa rilassata e convincente. E, punto da non sottovalutare, il look e il trucco le hanno conferito una migliore freschezza”.

Il colpo mediaticamente piu’ duro, conclude l’esperto, Trump se l’e’ dato da solo proprio nei secondi finali quando, alla richiesta di una persona del pubblico di menzionare un pregio dell’avversario il candidato repubblicano “ha regalato alla sfidante la vittoria, buttando se stesso Ko con quelle sei parole: non molla mai, e’ una combattente. Esattamente quello che volevano udire gli americani”. (AGI) 

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