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Il relatore del Sinodo: ora chiarezza e ampia maggioranza per conclusioni

La messa di apertura del Sinodo(©Lapresse) La messa di apertura del Sinodo.

Iacopo Scaramuzzi –
città del vaticano –

Al sinodo straordinario sulla famiglia in corso in Vaticano (5-19 ottobre) “punti di vista diversi ci sono”, ma c’è anche un “tono rispettoso” e la relazione finale, una volta introdotta “maggiore chiarezza” rispetto alla relatio post disceptationem, potrà “essere accettata dalla grande maggioranza” dei padri sinodali. Così il relatore generale dell’assise, il cardinale ungherese Peter Erdo, torna sugli echi di un dibattito franco sui temi affrontati dal documento intermedio che egli stesso ha presentato lunedì scorso, dalle coppie di fatto  ai divorziati risposati alle persone omosessuali.

 

“Punti di vista diversi ci sono”, afferma Erdo ai microfoni della Radio vaticana. “Perché no? Possono esserci. Anche perché senza questo, non ci sarebbe dialogo. Però fazioni nel senso di partiti politici che combattono per il potere, io non vedo alcuna traccia di questo”. Per l’arcivescovo di Budapest, “il Santo Padre è perfettamente a conoscenza di tutti gli interventi e di tutto quello che succede durante il Sinodo… Di tutto quello che succede, questo non lo so; ma di tutti gli interventi, sì: ha sentito tutto e ha visto tutto, anche il tono delle discussioni, che è stato sempre un tono rispettoso”. Precisa Erdo che la relazione intermedia “rappresenta una fase intermedia del lavoro sinodale, non è il frutto dell’intero Sinodo. Speriamo, dopo le discussioni di questa settimana, di arrivare ad una relazione finale che possa essere accettata dalla grande maggioranza”: “Penso che durante questa settimana si possa arrivare anche ad una maggiore chiarezza, che non lasci alcun equivoco nei singoli capitoli. E questo anche perché i fedeli hanno bisogno di una voce chiara, di un incoraggiamento, di un insegnamento: una voce chiara di orientamento anche per poter parlarne dopo nelle loro diocesi, nelle chiese particolari. Quindi, speriamo che il testo finale sia un testo chiaro e soddisfacente per tutti”.

 

Auspici riecheggiati anche al briefing odierno in sala stampa vaticana, dove sono intervenuti due moderatori di circuli minores, monsignor Joseph Kurtz, presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, il cardinale Lluis Martinez Sistach, arcivescovo di Barcellona, e un relatore, monsignor Rino Fisichella, presidente del pontificio consiglio per la Nuova evangelizzazione. Molti circoli sono giunti “verso la fine”, ha detto Lombardi. Domani verranno pubblicate le sintesi delle relazioni dei diversi gruppi.

 

Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha sottolineato che gli incontri dei “circuli minores” rappresentano una “tappa più interattiva” di gruppi linguistici ridotti che “producono una reazione più concreta” alla relatio post disceptationem in vista della relatio synodi che verrà votata sabato dai padri sinodali e pubblicata poco dopo.

 

“C’è un clima di comunione, di fraternità e di pastoralità”, ha riferito Sistach, sottolineando che nel suo gruppo “tutti gli schemi sono approvati all’unanimità” dopo un dibattito in cui c’è stata “totale libertà”. La relazione intermedia, che per l’arcivescovo catalano, è “abbastanza oggettiva”, per Kurtz è “un bellissimo documento di lavoro” (wonderful working document) che verrà adesso emendato. Nel circolo moderato dall’arcivescovo di Louisville, in particolare, sono emerse tre indicazioni: accentuare maggiormente il valore positivo delle famiglie cristiane, sottolineare la sintonia della pastorale famigliare con le Sacre scritture e l’insegnamento della Chiesa e mettere in luce la missionarietà della Chiesa, poiché “non dobbiamo aspettare che le persone vengano da noi ma andare noi alla gente”.

 

A chi domandava un’opinione circa l’accusa, avanzata da alcuni padri sinodali, che i mass media abbiano stravolto il senso del documento di lunedì, “non ho sentito molto cosa dicono i media”, ha risposto Kurtz, “la mia responsabilità si focalizza non su cosa la gente penserà ma cosa è bene per la Chiesa”.

 

Quanto allo specifico della contraccezione e della enciclica di Paolo VI Humanae Vitae, Sistach ha sottolineato che sono in ballo “la dignità della persona e il valore della coscienza: la coscienza è molto importante, e purtroppo oggi  non si forma bene o non si sente a causa del rumore delle strade”. Mons. Fisichella ha riferito che “c’è quasi un boicottaggio nella conoscenza e nella formazione dei metodi naturali”.

 

Mons. Fisichella ha riferito che nel suo gruppo è emersa la proposta di rendere gratuiti i processi di nullità matrimoniale. Il cardinale Sistach è peraltro intervenuto per dire che a Barcellona già esistono giudici ecclesiastici a riposo che offrono consulenza (gratuitamente secondo le possibilità economiche) ai coniugi divorziati per valutare se ci sono gli estremi della nullità, ma il circolo ha deciso di non affrontare la questione perché una commissione pontificia è già al lavoro su questa materia. Quanto ai valori non negoziabili, Fisichella ha richiamato la “Nota circa l’impegno dei cattolici nella vita politica” scritta dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, per cui “i valori non sono negoziabili”. Nelle coppie di fatto, ha detto, ci sono “elementi positivi” se tali coppie sono aperte al matrimonio. A chi domandava un commento circa la recenti affermazioni di mons. Bruno Forte (la codificazione dei diritti dei membri di una unioni gay è un “atto di civiltà”), Fisichella ha detto di aver sempre sostenuto – “per cui non c’è nulla di nuovo sotto il sole” – che “una società, quando si trova a dover affrontare tematiche di questo genere, debba farlo con metodo democratico, con un confronto parlamentare, senza isolare nessuna posizione che non rientri nel common understanding, ma possa essere accolta come apporto nella complementarietà”.

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