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Il rinvio dell'obbligo vaccinale fa arrabbiare i medici. Anche del M5s

Articolo aggiornato alle ore 22,00 del 4 agosto 2018.*

“No al rinvio di un anno dell’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e ai nidi”. Un altro no, l’ultimo è quello del presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli. Un no netto e che fa rumore. L’emendamento approvato con il decreto Milleproroghe che fa slittare di un anno l’obbligo vaccinale come condizione per l’ingresso alle scuole dell’infanzia e ai nidi non risponde, secondo il medico, “all’evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni. Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza”. E poi aggiunge: “L’articolo 32 della nostra Costituzione tutela la Salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Al Ministro il compito di attuare tale tutela, attraverso politiche sanitarie che si fondino sulle migliori evidenze scientifiche a nostra disposizione”.

Come noto, la maggioranza dei parlamentari — 149 voti favorevoli — ha votato per ritardare all’anno scolastico 2019-2020 l’obbligo di presentazione del certificato vaccinale per l’accesso ad asili e scuole dell’infanzia. Una decisione che ha spaccato anche i partiti della maggioranza e messo alcuni parlamentari Cinquestelle su una posizione nettamente contraria. Tra loro, la senatrice Cinque Stelle Elena Fattori che in aula ha ricordato i bambini immunodepressi definiti dall’Istituto superiore di sanità “a rischio di esclusione scolastica”, ricorda il Corriere della Sera.

E oggi è stata la volta anche di Giorgio Trizzino, deputato del Movimento 5 stelle e medico: “Ho visto morire bambini di morbillo” dice, ma nessuno “perdere la vita a causa di complicanze post vacciniche”.

Con un lungo post su Facebook Trizzino afferma: “Non si pensi che il mio silenzio sul tema dei vaccini sia da attribuire ad una posizione consenziente rispetto tesi ambigue sull’obbligo vaccinale. Chiarisco subito che in questa prima fase ho voluto comprendere la reale posizione del M5s, del nostro gruppo in Commissione e del ministro. Adesso che le idee sono più chiare voglio manifestarvi la mia posizione netta sull’obbligo vaccinale. Prima di qualsiasi vincolo sociale bisogna che venga rispettato l’obbligo alla tutela della salute propria ed altrui. Quindi non si ritenga – sottolinea – che per garantire l’accesso agli asili nido ed alle scuole materne si possa immaginare qualsiasi forma di deroga sull’obbligo a vaccinare i bambini. O che si ritengano inutili le vaccinazioni in eta’ neonatale! O che con la scusa di una ‘corretta informazione’ sia ipotizzabile una qualsiasi forma di deroga sul tema dell’obbligo vaccinale”.

Nel post Trizzino ricorda la sua esperienza professionale: “Da quasi 40 anni lavoro in un ospedale pediatrico ed ho visto bambini morire a causa di morbillo, meningite ecc, ma non ho mai visto bambini perdere la vita a causa di complicanze post vacciniche. Il mio ruolo di Direttore Sanitario e di igienista mi impone di avere una posizione chiara sul tema ed e’ quello che faro’ senza equivoci o fraintendimenti. Sono convinto comunque della necessita’ di un confronto aperto da cui generare future posizioni condivise e pubbliche”.

Un voto contestato

Il via libera del Senato all’emendamento M5s-Lega che sposta di un anno – al 2019/2020- l’obbligo vaccinale per l’iscrizione dei bimbi alla scuola d’infanzia era arrivato giovedì. I piccoli non verranno quindi esclusi da nidi e materne durante l’anno scolastico alle porte. Sono stati come detto149 i voti favorevoli, 110 i contrari e un astenuto. Il Pd aveva chiesto di procedere con votazione segreta, ma la richiesta non è stata ritenuta ammissibile dalla presidenza. Contro l’emendamento hanno votato Forza Italia, Pd, Fratelli d’Italia e Autonomie. In dissenso dalla maggioranza che lo ha sostenuto ha votato la senatrice M5s Elena Fattori. “Non si tratta di una proroga ma di una artificio legislativo. È come introdurre l’obbligo delle cinture di sicurezza e dire che i vigili non possono fare la multa per un anno”. La posticipazione della consegna del certificato significa che “i presidi non conosceranno lo stato vaccinale” dei bambini e mette a “rischio vero di esclusione i bimbi immunodepressi”, ha osservato annunciando il suo “indignato voto contrario”.

Per la Lega è intervenuto il senatore Paolo Arrigoni, sottolineando che l’emendamento “è di buon senso” in assenza dell’anagrafe nazionale. “Non vogliamo dare alibi a chi ha voluto strumentalizzare una forma d  prevenzione che il M5s ha sempre difeso”, ha detto in Aula la vicepresidente del Senato M5s Paola Taverna. “Nessun attentato” alla salute, ha detto, ma “profondo rispetto per i cittadini che vanno informati”.

Le accuse del Pd: “Vogliono demolire la Lorenzin”

“Nelle settimane scorse la ministra della Salute, Giulia Grillo, aveva emanato una circolare: questa prevede che per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione, resta valida la documentazione già presentata per l’anno scolastico 2017-2018, se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami. Per i bambini da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione alle scuole (6-16 anni), invece, basterà una “dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione” – leggiamo su Repubblica – E anche sulla circolare, seguita dall’approvazione dell’emendamento al dl proroghe, arrivano le accuse del Pd. “In questo modo- spiegano i deputati Elena Carnevali e Paolo Siano – la maggioranza non solo ammette che l’improbabile circolare della ministra Grillo sulle autocertificazioni era illegittima, in quanto norma secondaria che non può modificare una norma legislativa. Soprattutto, Lega e M5s rivelano il vero obiettivo, e cioè demolire l’impianto della legge Lorenzin”.

I pediatri: “A rischio i bambini più fragili”

“Se le coperture vaccinali calano perché l’accesso alle scuole è aperto a tutti, anche ai bambini non vaccinati, quelli che rischiano in caso di contagio sono i bambini immunodepressi, che non possono essere vaccinati”, dichiara all’Agi Paolo Biasci, presidente della Fimp (Federazione italiana medici pediatri), “la legge Lorenzin non è cambiata ma è chiaro che quando cadono i meccanismi di controllo e di verifica, gli effetti possono andare a decadere. Noi pediatri ci auguriamo che non accada”. Il presidente della Fimp fa notare che “la legge sull’obbligo vaccinale è stata fatta perché c’era la necessità e ha aiutato noi pediatri convincendo i genitori titubanti a vaccinare i figli. Infatti c’è stata una inversione di tendenza nella percentuale delle coperture e questo è un fatto positivo”. 

Biasci ha di recente parlato di questi temi con il ministro della Salute, Giulia Grillo. “A lei ho espresso con chiarezza due richieste – riferisce il medico – in prospettiva della caduta dell’obbligo a vaccinarsi che il governo sembra voler mettere in campo, noi pediatri di famiglia riteniamo fondamentale portare parallelamente l’atto vaccinale nei nostri studi. Chiediamo, cioè, che sia data a noi la competenza di vaccinare i bambini in tempo reale, superando la necessità di prenotare la visita presso gli ambulatori e di conseguenza le liste di accesa. Questo avviene già in alcune parti d’Italia, e le famiglie sono contente”. L’altra questione che Biasci ha fatto presente al ministro è la necessità di istituire in tempi rapidi un’Anagrafe vaccinale nazionale, oppure a livello regionale. 

Un atto di grande irresponsabilità privo di razionale etico e scientifico che mettera’ a rischio la salute di migliaia di bambini, chi pagherà quando si realizzeranno le sue conseguenze? https://t.co/uxfGTWLFGF via @repubblica

— Walter Ricciardi (@WRicciardi) 2 agosto 2018

“In previsione di un ddl di modularità dell’obbligo vaccinale – spiega Biasci – bisognerà valutare seriamente le reali coperture vaccinali. Nelle regioni dove esiste un’Anagrafe unica regionale il dato della copertura può essere valutato con precisione. Nelle regioni che ne sono prive questa valutazione non è possibile. Mi auguro quanto prima l’istituzione di una Anagrafe unica, regionale o nazionale. La ministra ha detto che ci vorranno un anno o due per realizzarla”. E questo periodo di interregno come lo valuta? “Sarebbe stato auspicabile non modificare l’attuale situazione legislativa”.

L’ex ministra Lorenzin all’attacco

“Eliminare la sanzione e la certificazione significa di fatto togliere l’obbligatorieà e quindi non dare ai genitori nessuna garanzia sulle coperture vaccinali nelle classi dei propri figli”. Così in una nota, l’ex ministro della salute e leader di Civica Popolare, Beatrice Lorenzin, che aggiunge: “Lo stato abdica anche dal proprio dovere di garante della salute pubblica, infatti nonostante i significativi aumenti percentuali registrati dall’entrata in vigore della legge, siamo bel lontani dall’aver raggiunto e consolidato l’immunita’ di gregge, non solo sui nuovi nati, ma nella complessità della popolazione, a causa delle migliaia di persone perse alla vaccinazione nell’ultimo decennio”. 

“Sconvolge – sottolinea Lorenzin – l’assenza di strategia sanitaria del Governo che fa una politica dei due forni, creando solo confusione e incertezza su una materia che dovrebbe rispondere solo a criteri strettamente scientifico-epidemiologici e di igiene pubblica”. “Tutto questo – continua – mentre in Italia si continuano a registrare ogni giorno nuovi casi di morbillo, ricoveri o esiti drammatici per casi di pertosse o meningite. Torniamo indietro senza, per altro, aver dato un messaggio chiaro e univoco sulla bonta’, necessita’ e utilità dei vaccini del calendario vaccinale, lasciando uno spazio paritario alla disinformazione antiscientifica”. 

*La ministra Grillo: “Nessun passo indietro”

“Speravo di non dover intervenire per l’ennesima volta sul tema delle vaccinazioni che da strumento di prevenzione primaria si sono trasformate in strumento di lotta politica a tratti con toni di guerra di religione. Con buona pace di tutti gli altri importanti argomenti della sanità pubblica a partire dalle ripetute aggressioni nei confronti del personale sanitario, che in troppi trascurano”.

Accusata da più parti di non essere intervenuta sulla vicende del rinvio dell’obbligo vaccinale per gli studenti della scuola primaria, la ministra Giulia Grillo affida ad un lungo post serale su Facebook il suo pensiero e lo fa al termine di una giornata in cui anche dentro il Movimento si erano levate altre voci contro lo slittamento di un anno. “Rispetto alla proposta di iniziativa parlamentare e, non governativa, lo sottolineo a scanso di ogni equivoco, che proroga i termini già previsti dal decreto Lorenzin, ribadisco che i bambini dovranno continuare a essere vaccinati e i genitori dovranno ancora presentare le certificazioni. È stata sospesa per un anno una delle tre forme sanzionatorie previste dalla stessa legge, che prevede il non accesso dei bimbi non vaccinati agli asili nido e alle scuole materne. Nessun passo indietro sull’obbligo vaccinale”. 

Dice la ministra: “Sono un medico prima che un ministro, il resto sono chiacchiere da bar. Come rappresentante del Governo faccio presente ancora una volta, sperando di non dovermi ripetere, che farò di tutto per la promozione attiva delle vaccinazioni. Ho già parlato con il segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, e con il presidente della Federazione dei pediatri di libera scelta (Fimp), Paolo Biasci, per avviare nei mesi di settembre e ottobre delle giornate di promozione attiva delle vaccinazioni negli ambulatori medici. Al tempo stesso, sarà mia cura avviare progetti per promuovere la vaccinazione attiva nelle strutture in cui opera il personale sanitario. Insieme al ministro dell’Istruzione garantiremo a tutti i bambini immunodepressi, quelli che non possono scegliere se vaccinarsi o meno, l’adeguata collocazione in classi in cui è assicurata la copertura vaccinale”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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