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Il ritorno di Renzi, data del voto non importante 

Il problema del Pd non è Matteo Renzi, ma chi gioca la carta della superficialità e della paura. L’ex premier torna a parlare davanti alla platea del Pd in occasione dell’assemblea degli amministratori locali del partito a Rimini e chiede di non focalizzarsi sul tema delle elezioni ma di pensare al futuro. “Il punto non è il giorno delle elezioni, non è se votiamo con la legge elettorale x o y. Queste discussioni sono specchietti per le allodole, rispetto alla questione reale e profonda e cioè che il mondo cambia a un ritmo impressionante. O il Pd, prima comunità politica d’Europa, prova a giocare un ruolo positivo di proposta o diventa un luogo in cui tutti noi svolgiamo un servizio e in cui il nostro io è isolato rispetto alla forza e alla bellezza del noi”.

Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev – Agi

Sul tema del voto, comunque, Renzi ha le idee chiare: “Se non si dichiara guerra a nessuno, da qui a un anno prima o poi si vota. L’unico modo di evitare le urne e’ dichiarare guerra, ma questo mi pare una soluzione un po’ forte”. 

L’assemblea dedicata a Jessica, vittima di Rigopiano

“E’ stata una bella idea quella di riunirci tutti insieme e ripartire dagli amministratori. Dobbiamo guardarci negli occhi e dire che la comunità del Pd non può rivolgere un pensiero a tutte le popolazioni colpite dal terremoto, dalla tragedia della slavina e dalle difficoltà’ del maltempo – dice Matteo Renzi all’assemblea degli amministratori locali del Partito Democratico a Rimini -. Vorrei che dedicassimo la nostra assemblea a una delle vittime di Rigopiano, Jessica, una giovane democratica. Il padre ha detto ‘abbiamo persa una figlia che credeva al cambiamento di questo Paese’. Parole che mi hanno fatto venire i brividi”.

Nessuna risposta a D’Alema

“L’avversario è chi gioca le carte della superficialità e della paura e non chi cerca di fare polemica all’interno della nostra aerea. I giornalisti penseranno che io, da qui, risponderò a chi ha parlato nel corso di un’altra assemblea. Peccato, non sarà così. Riprovateci”, dice Matteo Renzi all’assemblea degli amministratori locali del Partito Democratico a Rimini riferendosi alle parole di Massimo D’Alema“Non importa cosa abbiamo fatto nei mille giorni precedenti, è una pagina del passato – aggiunge -. Come fai a portare in luoghi come Scampia un senso di appartenenza a una comunità? Compito del Pd è lasciare da parte le discussioni interne, lasciatele andare. C’è gente che vive dalla mattina alla sera pensando che io sia il suo problema. Non replichiamo, mandiamo un abbraccio affettuoso perché deve essere una vita terribile”.

Voto al M5S è un salto nel buio, come è accaduto a Roma

Renzi definisce “un salto nel buio” il voto al Movimento Cinque Stelle: “Noi vinciamo sul programma”. Poi aggiunge: “Il compito di chi fa politica non è quello di creare problemi, ma di risolverli. Il salto nel buio che hanno fatto i cittadini di Roma, ad esempio, ti infila nelle scie chimiche ma non ti porta fuori dalla crisi”. Poi aggiunge: “Abbiamo visto la più grande città d’Italia dire no alle olimpiadi per evitare la corruzione, e poi abbiamo visto il braccio destro della sindaca…”. Matteo Renzi ribaidsce poi: “Noi pensiamo che il sindaco di Roma debba continuare nel suo lavoro, esattamente il contrario di quello che è stato fatto con noi”.

Beppe Grillo è uno spregiudicato-pregiudicato

“E’ inutile che dall’ultimo villaggio turistico alla moda in Africa, l’ultimo dell’anno, mi arriva lo spregiudicato-pregiudicato a dire che il problema è la povertà. Vinciamo le elezioni confrontandoci sui contenuti e le idee, continuare a dire solo quali sono problemi e non le soluzioni può pagare”. Poi una considerazione: “Il ceto medio è in crisi in Italia come altrove. Il futuro non può essere una minaccia. Hanno il terrore che il domani sia meglio dell’oggi. Un miliardo di persone sono uscite dalla povertà negli ultimi anni. la scommessa nostra non può essere rassegnarci a copiare i populisti e fare peggio, ma esattamente l’opposto”

Unico modo per evitare il caos è arrivare al 40%

“Se dieci giorni prima il referendum eravamo quelli del rischio autoritario e oggi sono tutti preoccupati delle larghe intese. Mettiamoci d’accordo, avere paura dell’uomo solo al comando e delle larghe intese contemporaneamente non puo’ essere”, spiega detto Matteo Renzi all’assemblea degli amministratori locali del Partito Democratico a Rimini. “C’è un modo per poter evitare il caos, molto semplice: arrivare al 40 per cento. Una volta ci siamo arrivati ed è stata una grande vittoria, ed erano le europee. Un’altra volta ci siamo arrivati ed è stata una grande sconfitta, quella del referendum. Siamo abituati ad arrivare al 40 per cento”.

Botta e risposta con l’ordine dei Giornalisti per fuorionda di ‘Striscia’

Durissimo attacco di Matteo Renzi all’ordine dei giornalisti durante il suo interventro all’assemblea degli amministratori locali del Partito Democratico a Rimini. “Dov’è l’Ordine dei Giornalisti quando un giornalista dice ‘chi lo scuoia’ rivolto a un deputato”, chiede l’ex premier a proposito di un fuorionda di ‘Dalla vostra parte, trasmesso da Striscia la Notizia il 17 gennaio scorso. La risposa dell’Odg: “il responsabile è già stato segnalato agli organi disciplinari, come risulta da giorni dallo stesso sito Odg. Fare polemiche per strappare un applauso, senza documentarsi, non appare una testimonianza di grande correttezza”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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