TwitterFacebookGoogle+

Il ritrovamento della reliquia con il sangue di Wojtyla

Reliquia Giovanni Paolo IIdi  Redazione  – 31/01/2014 – Mancano soltanto qualche frammento e i filamenti d’oro, ma la gran parte del tessuto è stato ricostruito.

A rubarlo dalla Chiesa di San Pietro della Ienca (L’Aquila), ai piedi del Gran Sasso, erano stati tre ladri, poi rei confessi. Avevano gettato tra i cespugli la stoffa, pensando non avesse valore. 

Mancano soltanto qualche frammento e i filamenti d’ oro , ma alla fine la reliquia con il sangue di Papa Wojtyla è stata ritrovata. A spiegarlo è stato il vescovo ausiliario dell’ Aquila, Giovanni D’ Ercole, che ha ricostruito personalmente la stoffa. A rubarla dalla Chiesa di San Pietro della Ienca (L’ Aquila), ai piedi del Gran Sasso, erano stati tre giovani, che avevano poi confessato e fatto ritrovare la teca e il crocifisso. Avevano però spiegato di aver gettato tra i cespugli la stoffa intrisa con il sangue del pontefice, pensando si trattasse soltanto di un oggetto senza alcun valore.

LA RELIQUIA RITROVATA CON IL SANGUE DI GIOVANNI PAOLO II – Secondo il vescovo, restano da ritrovare soltanto «due frammenti che erano tenuti da filamenti d’ oro e che forse si sono strappati».  Il ritrovamento è stato reso noto durante una conferenza stampa a L’ Aquila, durante la quale è stato spiegato come il tessuto, intriso del sangue del Beato Giovanni Paolo II, fosse attaccato all’ interno di un’ ampolla con due filamenti d’ oro. I ladri l’ avevano spaccata propria per appropriarsi di quei pezzettini, che erano però di scarso pregio. Del furto sono stati denunciati tre giovani aquilani, che hanno confessato. Per trovare anche gli ultimi filamenti mancanti la polizia scientifica di Roma, con i cani molecolari, sta scandagliando il garage del palazzo antisismico del progetto “Case” di Tempera, dove i ladri avevano fatto a pezzi la teca pensando di ritrovare materiale di valore.

LA RELIQUIA – A ricostruire la dinamica del furto sacrilego è stato il dirigente della squadra mobile Maurilio Grasso. Erano stati ieri gli investigatori a ritrovare, su segnalazione dei giovani ladri incastrati dai tabulati telefonici, la teca contenente l’ ampolla spaccata in due dove era custodita la reliquia e il crocifisso. Il tutto gettato dietro un cespuglio nei pressi del Sert, nell’ ex ospedale psichiatrico di Santa Maria di Collemaggio. Nell’ abitazione di Tempera di uno dei tre indagati, tutti già noti alle forze dell’ ordine, era stato invece ritrovato una statuetta di un angelo. San Pietro della Ienca è un vecchio santuario, ristrutturato, dedicato a Karol Wojtyla: il pontefice, che amava la montagna, aveva più volte visitato l’ Abruzzo, spesso andando in gran segreto con il suo fidato segretario Stanislaw Dziwisz, oggi cardinale e arcivescovo di Cracovia. Fu lui, nel 2011 a donare personalmente la reliquia al santuario che sorge alle falde del Gran Sasso aquilano, tra Camarda e Assergi. Nella chiesetta è presente anche una stele che raffigura Karol Wojtyla, che offre il benvenuto ai fedeli. La reliquia ritrovata è un pezzetto di stoffa intrisa di sangue, della grandezza di un francobollo, ritagliata dall’ abito che Giovanni Paolo II indossò il 13 maggio nel 1981 quando, nel corso di un’ udienza generale, rimase vittima dell’ attentato in piazza San Pietro, compiuto dal terrorista turco Ali Agca.
 
http://www.giornalettismo.com/archives/1332533/il-ritrovamento-della-reliquia-con-il-sangue-di-wojtyla/

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.