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"Il rumore del bene", bulgara Georgieva punta al dopo-Ban

di Davide Sarsini Novak

Mosca – Dopo sette segretari generali dell’Onu uomini, sarà la volta buona per una donna alla guida del Palazzo di Vetro? La sfida per il dopo Ban Ki-Moon sta entrando nel vivo e dalla Russia è arrivata una presa di posizione importante, quella che vorrebbe vedere “una donna” e “dell’Europa orientale” come prossimo segretario generale delle Nazioni Unite. Di fatto un ‘endorsement’  alla candidatura da parte della Bulgaria di Kristalina Georgieva, vicepresidente della Commissione europea e commissaria europea per il bilancio e le risorse umane. “Siamo veramente convinti che sia la volta dell’Europa dell’Est per il prossimo segretario generale”, ha detto il rappresentante di Mosca all’Onu, Vitaly Churkin, “ci farebbe molto piacere vedere una donna”. 

La Russia dal primo ottobre, detiene la presidenza di turno del Consiglio di Sicurezza. La Georgieva è subentrata da pochi giorni alla direttrice dell’Unesco, Irina Bokova, come candidato di Sofia alla poltrona più importante del Palazzo di Vetro. Il suo profilo può essere gradito anche agli americani visto che ha un profilo tecnico con orientamenti conservatori e ha studiato anche al Mit di Boston. Secondo quanto dichiarato da Churkin, già entro questo mese si potrebbe avere un voto formale sui candidati alla poltrona di segretario del Palazzo di Vetro. L’attuale segretario generale Onu, Ban Ki-moon termina l’incarico il 31 dicembre, dopo due mandati quinquennali.

Lunedì la Georgieva, 63enne economista che ha lavorato anche alla Banca mondiale, aveva sostenuto un’audizione davanti all’Assemblea generale dell’Onu, in cui ha parlato anche in russo e francese si e’ impegnata ad “amplificare la voce del bene” in un modo in cui l’odio ha un volume molto più alto.  Poi ha invitato all’autocritica sul conflitto siriano: “Non siamo riusciti a cogliere i segnali di avvertimento di quanto sarebbe stato grave”. Quanto all’emergenza profughi, ha preso le distanze dalle reticenze dell’est Europa affermando che “affrontarla non è solo un dovere morale ma è nel nostro interesse”.  

Domani tornerà a votare il Consiglio di sicurezza e per la prima volta i voti dei cionque membri permanenti – Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti – saranno marcati con un colore diverso con cui possono indicare se intendano porre il veto su qualche candidato. Entro qualche giorni ci dovrebbe essere poi la votazione finale per designare un candidato che poi sarà sottoposto all’Assemblea generale per la votazione.   

In pista ci sono in totale 10 candidature, tra cui quattro donne. Nelle prime cinque votazioni segrete nel Consiglio di sicurezza quello che è andato meglio è il 67enne Antonio Guterres, ex premier portoghese e gia’ Alto Commissario per i Rifugiati dell’Onu, ma 50 Paesi hanno chiesto una donna per il dopo-Ban e ora la Russia può far pesare ulteriormente la bilancia dalla parte della Georgieva, visto che l’est Europa non ha mai occupato la poltrona più importante dell’Onu. Ci sono poi l’ex presidente sloveno Danilo Turk; la 66enne ex premier neozelandese, Helen Clark, che in qualita’ di direttrice del Programma dell’Onu per lo sviluppo (Undp) e’ la “Top woman” delle Nazioni Unite; la 61enne Susana Malcorra, ministro degli Esteri in carica ed ex capo di gabinetto di Ban ki-moon e direttrice del Programma Alimentare Mondiale, ben vista dagli Usa. Altre donne, come la croata Vesna Pusic o la moldava Natalia Gherman, sono decisamente piu’ defilate

Per la prima volta da 70 anni, e’ stato deciso di seguire una procedura trasparente per il nuovo segretario generale e così i negoziati a porte chiuse sono stati sostituiti dall’invio dei curricula e dalla presentazione ufficiale con una lettera scritta e una sorta di esame orale davanti al Consiglio di sicurezza. Dopo le audizioni, i membri permanenti del Consiglio (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti) hanno aviato una serie di votazioni per arrivare a raccomandare un candidato all’Assemblea generale che dovrà ratificare la nomina e per consentire al nuovo segretario generale di insediarsi a gennaio 2017. (AGI) 

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