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Il Sinodo dei vescovi apre a divorziati e coppie gay

Il Sinodo dei vescovi apre a divorziati e coppie gay(AGI) – CdV, 13 ott. – “Le persone omosessuali hanno doti e qualita’ da offrire alla comunita’ cristiana”. Con queste parole, contenute nella “Relatio post-disceptationem” del Sinodo, la Chiesa Cattolica ha avviato oggi una vera e propria “conversione pastorale” che appare clamorosa specie in un paese come l’Italia dove i vescovi si erano opposti ai Dico: “senza negare le problematiche morali connesse alle unioni omosessuali si prende atto – si legge infatti nella ‘Relatio’ proposta dal presidente dei vescovi europei Peter Erdo – che vi sono casi in cui il mutuo sostegno fino al sacrificio costituisce un appoggio prezioso per la vita dei partners”.

Inoltre, “la Chiesa ha attenzione speciale verso i bambini che vivono con coppie dello stesso sesso, ribadendo che al primo posto vanno messi sempre le esigenze e i diritti dei piccoli”. Seguendo questa stessa logica, la gran parte dei padri ha preso posizione, in tema di riammissione ai sacramenti dei divorziati risposati, “per una maggiore apertura a condizioni ben precise quando si tratta di situazioni che non possono essere sciolte senza determinare nuove ingiustizie e sofferenze”.

In sostanza, afferma il documento intermedio del Sinodo, “non e’ saggio pensare a soluzioni uniche o ispirate alla logica del tutto o niente”, ma “l’eventuale accesso ai sacramenti occorrerebbe fosse preceduto da un cammino penitenziale, sotto la responsabilita’ dal vescovo diocesano, e con un impegno chiaro in favore dei figli”. “Si tratterebbe – dunque – di una possibilita’ non generalizzata, frutto di un discernimento attuato caso per caso, secondo una legge di gradualita’, che tenga presente la distinzione tra stato di peccato, stato di grazia e circostanze attenuanti”. Siamo davanti a grandi cambiamenti, che stanno avvenendo seguendo la spinta di Papa Francesco ma soprattutto da una riscoperta del Concilio Vaticano II: la “gradualita’” dell’etica proposta dal Sinodo riconoscendo cioe’ che esiste “un modo articolato di partecipare al Mysterium Ecclesiae da parte dei battezzati” e’ la stessa che 50 anni fa riconobbe “semi di verita’” nelle altre fedi rendendo possibile il dialogo interreligioso.

In buona sostanza e’ questa indicazione il dato principale del documento intermedio del Sinodo Straordinario, perche’ e’ il criterio che sara’ seguito da qui in avanti nelle situazioni concrete, che i vescovi dovranno affrontare nella realta’ concerta delle loro diocesi. Da notare che questa dottrina della gradualita’ nel dibattito che ha preceduto il Sinodo, a partire dalla innovativa iniziativa di Papa Francesco del questionario delle 38 domande, e’ stata teorizzata dai cardinali teologi Christopher Schoenborn e Walter Kasper. “Nella storia della Chiesa – ha detto nella conferenza stampa sulla Relatio, l’arcivescovo Bruno Forte segretario speciale del Sinodo – possiamo trovare tante risposte: il cammino penitenziale proposto per i divorziati risposati c’era nei primi anni per i vedovi: anche li’ c’era stata una promessa di alleanza eterna…”. “L’Eucarestia o si da’ o non si da’. Non e’ che si puo’ decidere di darne solo un piccolo pezzo”, ha aggiunto il cardinale Erdo che infine ha sottolineato, riguardo alle unioni gay che “identita’ e dignita’ di una persona non sono date dalle sue tendenze sessuali”. (AGI) .
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