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Il Sinodo sulla famiglia terminerà con un documento votato dai padri

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Un sinodo di vescovi(©La Presse) Un sinodo di vescovi.

Iacopo Scaramuzzi –
città del vaticano –

Il sinodo straordinario sulla famiglia che si apre lunedì prossimo (5-19 ottobre) si concluderà con un “documento finale”, una Relatio Synodi, votato dai padri sinodali, poi consegnato al Papa e – insieme a un “piccolo questionario” – alle conferenze episcopali di tutto il mondo in vista del successivo sinodo ordinario che si svolgerà l’anno successivo. E’ una delle novità illustrate oggi dal segretario del sinodo, card. Lorenzo Baldisseri, nel corso di un briefing in Vaticano. Il porporato toscano ha espresso l’auspicio che lo scambio all’assise  sia “libero”, ma anche “sereno” e “leale”.

 

“La Relatio post disceptationem, al termine della prima settimana, costituirà la base per il prosieguo dei lavori della seconda settimana nei ‘circuli minores’, che i Padri prenderanno in esame in vista del Documento finale detto Relatio Synodi. Questo documento, infine, sarà consegnato al Santo Padre”, ha detto il porporato toscano. Il documento finale, o Relatio Synodi, è distinto dal consueto messaggio conclusivo di ogni assemblea sinodale (affidato questa volta al cardinale Gianfranco Ravasi) e sostituisce le proposte (“propositiones”) che in queste assisi solitamente i padri sinodali consegnavano al Papa. “Non ci saranno propositiones ma questo documento, detto enfaticamente, è una sola propositio”, ha spiegato Baldisseri rispondendo alle domande dei giornalisti. Il testo sarà “votato in aula” il pomeriggio di sabato 18 ottobre con un semplice scrutinio che contempla solo due possibilità: approvazione (“placet”) o bocciatura (“non placet”), ha spiegato il cardinale Baldisseri. Anche le relazioni che i singoli gruppi di lavoro (Circuli minores) presenteranno alla plenaria, peraltro, saranno prima votati. Il documento “sarà pubblicato in tempo opportuno, uno o due giorni dopo” la votazione. Il documento sarà poi “la base per la seconda assemblea”, il sinodo ordinario, sempre sulla famiglia, che Papa Francesco ha già convocato per il 2015. Esso sarà “inviato alle conferenze episcopali” di tutto il mondo “perché reagiscano” e, eventualmente, consultino “la base”. Il documento finale del sinodo straordinario, peraltro, sarà allargato con un piccolo questionario, perché il tema della famiglia è ampissimo e vi sono altri argomenti che non sono stati toccati”. In questo senso, non ci saranno “decisioni” a conclusione del sinodo straordinario che si chiude il 19 ottobre prossimo.

 

“Tutti siamo consapevoli che la comunione fraterna cresce nella libertà, per la quale si arricchisce il dibattito e si possono individuare le scelte pastorali più adatte alla famiglia nel contesto odierno. Infatti, è importante esprimersi chiaramente e con coraggio”, ha sottolineato Baldisseri. “Manifestare il proprio pensiero rivela la qualità dell’uomo, rendendolo responsabile davanti a Dio e agli uomini. Nel clima di un confronto sereno e leale, i partecipanti saranno chiamati a non far prevalere il proprio punto di vista come esclusivo, ma a cercare insieme la verità”. Ad ogni modo il Papa, che “sarà presente tutto il tempo”, “vuole aprire: c’è una porta che finora è stata chiusa e lui vuole che si apra”, ha detto Baldisseri. “Siamo all’inizio del sinodo e il Santo Padre ha dato libertà di poter discutere”, ha risposto il cardinale Baldisseri in risposta ad una domanda dei giornalisti se ci si possa attendere tra due settimane la concessione della comunione ai divorziati risposati. “Le conclusioni verranno alla fine del sinodo. Sono cosciente – ha aggiunto il porporato toscano – che la gente ha molte attese, ma dovranno attendere”. Gli interventi e i libri dei cardinali su questo tema? Sono “contributi”, ha detto il segretario del sinodo.

 

Quanto alla comunicazione, Baldisseri, affiancato dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha illustrato la copertura della sala stampa vaticana: una serie di “tweet” su quanto avviene nelle conferenze stampa e nei briefing, un sito internet ad hoc. “Non solo i testi che verranno pubblicati nel bollettino, ma anche interviste audio e video ai padri sinodali”, ha annunciato padre Lombardi. I briefing della prima settimana saranno concentrati sugli interventi in aula, e quelli della seconda settimana sul lavoro nei circoli minori: in questa seconda settimana, ha detto Lombardi, ci saranno gli incontri con i padri sinodali, che “risponderanno, tutti insieme in più lingue o distribuiti per gruppi linguistici, alle domande dei giornalisti”. Quanto allo svolgimento dei singoli briefing, padre Lombardi ha informato che ognuno di essi sarà “un resoconto lungo e dettagliato di tutti gli interventi sia del pomeriggio sia della mattina, sia di quelli preparati sia di quelli liberi”. Gli interventi dei padri, tuttavia, “non vengono pubblicati tutti, perché molto lunghi e quest’anno rispetto agli anni passati si è pensato di semplificare il lavoro”. Nel bollettino verranno pubblicati “tutti i nomi di chi è intervenuto e tutti i temi che sono stati trattati”, senza però attribuirli singolarmente a chi li ha pronunciati. “I padri in aula potranno dire cose diverse dal testo preparato, che era quello che nei sinodi precedenti veniva distribuito”, ha risposto da parte sua il cardinale Lorenzo Baldisseri rispondendo alle insistite domande dei giornalisti circa una maggiore trasparenza comunicativa, ed erano “sintesi che non davano molte notizie”.

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