TwitterFacebookGoogle+

Il sogno di Massimo Bottura: una mensa 'stellata' per i poveri in ogni metropoli

Dopo Milano e Rio de Janeiro, è la volta di Londra. Dal 5 giugno apre i battenti il Refettorio Felix, mensa per i poveri voluta dallo chef Massimo Bottura, uno dei più osannati al mondo. E’ l’ennesima tappa di un percorso che dal 2015 “mette i bisogni e i desideri umani al centro di tutto”. Il risultato è la fondazione Food for Soul e le sue ‘mense comunitarie’ che servono pasti a senzatetto e a persone in condizioni di vulnerabilità sociale utilizzando cibo recuperato, trasformando cioè ingredienti destinati alla discarica in un menu di tre portate.

Il ‘cibo per l’anima’ di Bottura per restituire dignità agli ultimi
GUARDA LE FOTO

Non solo cibo, ma dignità intorno alla tavola

Il Refettorio Felix, nato dalla collaborazione con The Felix Projectverrà inaugurato in occasione della London Food Month e resterà operativo anche dopo la chiusura della manifestazione. Il format è quello già sperimentato con il Refettorio Ambrosiano a Milano e il Refettorio Gastromotiva a Rio de Janeiro: una struttura preesistente, che viene trasformata in una mensa, con cura per i dettagli, piatti e posateria di qualità e un servizio al tavolo simile a quello del ristorante. Un modo per dimostrare che etica ed estetica possono andare di pari passo. Più che servire un pasto caldo, Food for Soul mira a ricreare un senso di dignità intorno al tavolo, così come teorizzato dallo stesso Bottura: “Un buon pasto condiviso con gli altri è più della somma dei suoi ingredienti, è un gesto d’amore”.

In just a couple of weeks, #RefettorioFelix has undergone an amazing transformation – can’t wait for 5th June! Thx @RedPhotographic for pic pic.twitter.com/V5NmDmsEBd

— FoodforSoul (@FoodforSoul_it) 18 maggio 2017

A Londra la scelta è caduta sul Centro St Cuthbert in Earl’s Court, che per 25 anni è stato un punto di riferimento per le persone in difficoltà: dai senzatetto, ai tossicodipendenti, ai malati mentali. Fornisce servizi che vanno dai pasti alla terapia psicologica, dalle donazione di indumenti all’accesso gratuito a docce e lavanderie. Per ristrutturarlo è stato chiamato Studioilse, diretto da Ilse Crawford, sotto la supervisione di Charles Wainwright.

Bottura: “Cucinare è un appello ad agire”

Il progetto vede la partecipazione di decine di colleghi internazionali che hanno risposto alla ‘chiamata alle armi’ di Bottura, convinto che la celebrità di cui ormai godono gli chef debba essere utilizzata “per far luce sulle problematiche più preoccupanti della società contemporanea”. Tra tanto parlare di spreco alimentare ed etica del cibo, lo chef del tristellato ‘Osteria Francescana’ di Modena – nel 2016 incoronato migliore ristorante al mondo – ha deciso di fare qualcosa di concreto, e di passare dalla teoria alla pratica.

Una visione del mondo spiegata ad alta voce durante la conferenza Mad a Sydney nell’aprile 2016 in lungo discorso di 20 minuti in cui lo chef ha messo in chiaro le sue intenzioni, sottolineando: “Cucinare è un appello ad agire”. 

Sull’avventura del Refettorio Ambrosiano a Milano è stato anche girato un docu-film, Theater of Life, che racconta l’esperienza dei 65 chef internazionali – “amici”, li chiama Bottura – che nei mesi dell’Expo hanno trasformato 15 tonnellate di cibo in 10mila pasti buoni e salutari. 

Dal primo Refettorio a Milano a quelli (ancora da costruire) negli Stati Uniti

Un impegno in prima persona che è cresciuto negli anni e ha fatto proseliti, tanto che già si parla di future aperture anche negli Stati Uniti. A sostegno di questo progetto ci sono i 500mila euro donati dalla Rockfeller Foundation ma anche, spera Bottura, l’interessamento dell’ex presidente americano, Barack Obama e della moglie Michelle, per i quali lo chef modenese ha cucinato sabato scorso durante il loro soggiorno nella tenuta di Borgo Finocchieto, il relais a sei stelle in provincia di Siena dell’ex ambasciatore John Phillips.

“La mia idea – aveva spiegato di recente lo stesso Bottura – è quella di aprire a Detroit, città simbolo per l’Italia” per il settore dell’automobile, “dove c’è stata una rinascita”. “Un’altra città a cui penso è New Orleans, poi New York con il Bronx, Los Angeles con la collaborazione dell’università e degli studenti”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.