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Il team di Trump rivendica la possibilità di raccontare 'fatti alternativi'

Roma – La presidenza Trump prende il via tra le proteste di oltre 2 milioni e mezzo di americani, e di fronte alle polemiche sul numero di persone che hanno partecipato alla cerimonia di insediamento, lancia un nuovo paradigma: i “fatti alternativi”.

Due milioni e mezzo di donne in marcia contro Trump

La paternità della definizione è di Kellyanne Conway, consigliere del presidente. La donna è intervenuta dopo che il portavoce Sean Spicer aveva attaccato i media, nel primo briefing con la stampa, sostenendo che “non c’è mai stato così tanto pubblico a un’inaugurazione, punto”. Di fronte alle immagini, che raccontano un’altra storia, la Conway ha ribattutto: “voi dite che è una menzogna. Spicer ha dato fatti alternativi”. 

 

La polemica sui numeri e i ‘fatti alternativi’

L’affermazione della Conway alla Nbc ha provocato la reazione di molti, tra cui la società Merriam-Webster, autrice dell’omonimo dizionario. In un tweet, si ricorda che “un fatto è un pezzo di informazione presentata come avente realtà oggettiva”.

 

A fact is a piece of information presented as having objective reality. https://t.co/gCKRZZm23c

— Merriam-Webster (@MerriamWebster) 22 gennaio 2017

 

Trump attacca i media, “sono bugie”

Sulla polemica dei numeri era già intervenuto in prima persona Trump, prima con un tweet ironico chiedendo se non si fossero accorti che “c’è stata un’elezione, perché queste persone non hanno votato?”. Poi ha pubblicato i dati delle persone che hanno guardato la cerimonia di insediamento alla televisione, “molto migliori rispetto a quelli di 4 anni fa!”. Infine, ha corretto il tiro ricordando che “le proteste pacifiche sono un segno distintivo della nostra democrazia. Anche se non sono sempre d’accordo, riconosco il diritto delle persone a esprimere la propria visione”. 

 

Wow, television ratings just out: 31 million people watched the Inauguration, 11 million more than the very good ratings from 4 years ago!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 22 gennaio 2017

 

E che Trump sia “in guerra con i media”, è stato lo stesso presidente a confermarlo pubblicamente, durante una cerimonia di fronte al memoriale per gli agenti dela Cia caduti. Le notizie su uan folla minore al suo insediamento rispetto a quello di Barack Obama sono “bugie”. 

Per approfondire:

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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