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Il tramonto di Palazzo Grazioli

Roma – Uno status symbol piu’ che una semplice abitazione, che pero’ costa troppo. Quarantamila euro di affitto al mese. Un luogo ormai da anni diventato ‘cult’, dove fino a qualche mese fa si fermavano frotte di scolaresche, turisti e questuanti di ogni tipo. Palazzo Grazioli, edificio cinquecentesco, realizzato da Giacomo della Porta per conto del duca Grazioli, nel pieno centro di Roma (famoso anche perche’ nel primo cornicione del palazzo fu inserita una gatta in marmo, rinvenuta nel vicino, antico santuario romano dedicato alla dea Iside, cui i gatti erano sacri),e’ da anni nell’imaginario collettivo la ‘casa’ di Silvio Berlusconi. In realta’ lo e’ anche agli atti, visto che proprio a via del Plebiscito il Cavaliere mantiene la residenza. Pero’ i tempi cambiano. Il palazzo ormai e’ chiuso su ‘input’ della famiglia dell’ex premier. Off limits ai dirigenti azzurri che occupavano stabilmente il primo piano o il ‘parlamentino’. Degli otto dipendenti quattro sono stati messi in cassa integrazione dalla ex tesoriera azzurra, Maria Rosaria Rossi (non avrebbero, si vocifera, neanche ricevuto ancora il pagamento del Tfr),gli altri quattro – alle dipendenze direttamente del Cavaliere e non del partito – potrebbero essere spostati in altre ville.

Grazioni e gli altri, storia minore di palazzi 

Ora l’ipotesi, apprende l’Agi, e’ che il contratto d’affitto venga dismesso del tutto. Berlusconi ha pagato ancora luglio e agosto ma al termine dell’estate l’orientamento – riferiscono fonti ben informate – e’ quello di trovare un’altra sistemazione. Perche’ l’ex premier difficilmente potra’ avere gli stessi ritmi di una volta, arrivare nella Capitale per partecipare a vertici e lunghi incontri politici. Il ‘buen retiro’ resta e restera’ ad Arcore, e’ a villa San Martino che domani arriveranno i dirigenti azzurri. Per FI c’e’ la sede di piazza san Lorenzo in Lucina (molto piu’ ridotta rispetto al passato) ma gli ampi saloni, con la cucina nella quale si dilettava il cuoco Michele Persechini, non saranno piu’ teatro di accordi o di liti. La storia degli ultimi venti anni e’ passata da li’, ma l’ipotesi e’ che l’operazione al cuore del Cavaliere determini anche un cambiamento non solo nello stile di vita dell’ex presidente del Consiglio.

Del resto i figli Marina e Pier Silvio sono stati categorici: occorre un taglio netto con il passato. Sia per quanto riguarda le tensioni che hanno e non poco influito sullo stato fisico del padre, sia per quanto riguarda i debiti del partito puntualmente pagati dalla famiglia. FI ha ancora otto conti sequestrati, si sta lavorando per risolvere la questione, per mettere fine ad ogni ‘querelle’ con ex dipendenti, con fornitori e con le banche. E’ questa la prima ‘mission’ affidata al nuovo amministratore delegato Messina, con l’aiuto dell’ex membro Milan, Cefaliello. E in questo quadro va inserita l’ipotesi che l’affitto di palazzo Grazioli venga disdetto. Sara’ – spiegano fonti ben informate – lo stesso Berlusconi a decidere a breve, ci sta pensando, ma resta l’ordine della famiglia di evitare al Cavaliere ogni tipo di stress, di non abbandonare la ‘casa’ madre.

In realta’ l’ex premier ieri era a Lesa, nella sua villa di lago Maggiore, ma la ‘politica romana’ e’ un’altra cosa, all’ex premier tutti consigliano di diradare gli impegni. Le persone che vede ormai sono i figli, Marina e Pier Silvio, il suo medico di fiducia, Zangrillo, che lo ha seguito prima e dopo l’intervento al cuore, l’avvocato Ghedini, Gianni Letta, e i fidati Giacomoni e Valentino che ha preso possesso della segreteria ed ha un ufficio ad Arcore. Pochi i politici: la mattina molta riabilitazione, con gli esercizi d’obbligo, il pomeriggio pochi e selezionati incontri. “Ci sono pochissime ragioni per cui Berlusconi scenda a Roma, anche dopo settembre, si sta disintossicando dalla politica”, spiega fonti vicine alla famiglia. Fino a qualche anno fa l’esigenza massima dell’ex premier era quella di avere un luogo a Roma piu’ adatto alla privacy. Anche per questo motivo l’ex presidente del Consiglio compro’ una villa a Tor Crescenza e Francesca Pascale, qualche anno dopo, visito’ un palazzo in via di Arcione 98, a due passi da Fontana di Trevi. Poi tutte le telecamere, i giornalisti, i politici di ogni rango e schieramento, della prima e della seconda Repubblica, capi di Stato e consiglieri comunali, tornarono li’, tutti a bussare alla porta del Cavaliere. Ma ora la salute viene prima di tutto, da qui l’ipotesi che a settembre palazzo Grazioli possa chiudere i battenti. Ai politici, ai giornalisti, ai curiosi, a un pezzo di storia politica italiana. (AGI) 

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