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Il turismo del suicidio. L’ultimo viaggio è verso la Svizzera

Il turismo del suicidio. L’ultimo viaggio è verso la SvizzeraSi stima che i viaggi verso la Svizzera, da tutto il mondo, per porre fine alla propria vita siano più che raddoppiati in quattro anni. L’Italia è al quarto posto tra i pellegrini della dolce morte.

-Redazione- E’ stato ribattezzato “turismo suicida” e come meta per l’ultimo viaggio ha la Svizzera, zona franca nel cuore dell’Europa, dove viene praticato il suicidio medicalmente assistito. Pazienti, provenienti da tutto il mondo, si recano nella Confederazione Elvetica a causa delle restrizioni legislative in vigore nei propri Paesi. 

I viaggi con questo scopo sono mediamente raddoppiati in 4 anni (da 2009 a 2012). Con 44 viaggi, l’Italia è la quarta nazione per numero di cittadini che si rivolgono alla Confederazione Elvetica con obiettivo la “dolce morte”.

È quanto emerge da un’indagine pubblicata sul Journal of medical ethics. Sono soprattutto coloro che sono stati colpiti da malattie neurologiche, come sclerosi multipla e Parkinson, a trovare risposta al loro desiderio di mettere fine alla propria vita, alle proprie condizioni. 

Tra il 2008 e il 2012 sono stati 218 i tedeschi, 126 i britannici, 66 francesi, 44 italiani, 21 statunitensi, 14 austriaci, 12 canadesi, 8 spagnoli, 8 israeliani e 5 australiani che hanno deciso di trasferirsi in Svizzera ad avvalersi della possibilità del suicidio assistito.
La Svizzera è uno dei pochi posti al mondo, tra cui l’Olanda, dove però la pratica è limitata ai soli residenti, e lo Stato dell’Oregon negli Usa, dove il suicidio assistito è permesso.

La Svizzera ha sei associazioni per il diritto alla morte che aiutano circa seicento persone all’anno, alcune delle quali hanno un aiuto fisico nei suicidi mentre altre no. Dignitas, la più grande di queste associazioni, è composta da un team di consulenti legali e medici. Quattro di queste organizzazioni aiutano gli stranieri e assistono tra i 150 e i 200 suicidi all’anno. 

In Italia, l’Associazione Luca Coscioni e il comitato promotore EutanaSiaLegale hanno fatto firmare (e inviato alla Camera) un appello affinché il Parlamento affronti il tema.
Si stima che nell’arco di tempo in cui si è svolta questa indagine, nel nostro Paese siano state ventimila le eutanasie clandestine praticate.

-22 agosto 2014-

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