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Il video dell'incredibile evasione del boss El Chapo

(AGI) – Citta’ del Messico, 15 lug. – Le autorita’ messicane hanno diffuso un video dell’audace evasione dal carcere di Joaquin “El Chapo” Guzman, il boss del narcotraffico fuggito domenica da un penitenziario vicino a Citta’ del Messico. Le immagini di due minuti riprese dalle due telecamere a circuito chiuso, monitorate 24 ore su 24 dalle guardie, lo mostrano mentre passeggia nervosamente in cella, andando piu’ volte dal bagno al letto e viceversa. Un comportamento che le autorita’ giudicano normale per chi e’ confinato in uno spazio ristretto e che quindi non poteva destare allarme.

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Poco dopo, non ripreso, Guzman si infila nel buco del diametro di mezzo metro scavato dietro la doccia da cui ha raggiunto la galleria lunga un chilometro e mezzo percorsa con una moto incardinata su binari che lo ha reso nuovamente libero. Non si vede nemmeno il momento in cui il 58enne boss si sfila il braccialetto elettronico di sorveglianza. Una telecamera si trovava all’angolo di una parete esterna alla cella e l’altra all’interno puntata verso la doccia, ma avevano due punti ciechi per rispettare la privacy del detenuto. Un’imprudenza che e’ fra i motivi alla base del licenziamento del direttore dalla prigione di massima sicurezza di Altiplano. Il governo messicano, in evidente imbarazzo per la seconda evasione del Chapo in 14 anni, ha offerto una taglia di 60 milioni di pesos, pari a tre milioni e 400 mila euro.

Il 58enne “El Chapo”, soprannome che viene da ‘chaparro’, bassotto, per via del suo metro e 64 di altezza, era gia’ evaso nel 1993 dalla prigione di Guadalajara nascosto tra la biancheria sporca, dopo aver corrotto le guardie carcerarie. In pochi anni era arrivato a dominare il traffico di droga verso gli Usa e nel 2009 era stato inserito nella lista degli uomini piu’ ricchi del mondo di Forbes con un patrimonio stimato in un miliardo di dollari. Dopo che sulla sua testa erano state messe taglie da 5 milioni di dollari dagli Usa e di 2 milioni dal Messico, Guzman era stato arrestato nuovamente nel febbraio 2014 in un hotel di Mazatlan, sulla costa pacifica del Messico, con un blitz delle autorita’ messicane e dei servizi segreti Usa. (AGI)

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