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Ilva: 24 ore di sciopero in imprese appalto per mancati pagamenti

(AGI) – Taranto, 23 dic.- Risale la tensione nelle aziende dell’indotto-appalto Ilva a 24 ore dall’annunciato decreto legge del Governo che affrontera’ i nodi dell’azienda siderurgica, prevedendo l’amministrazione controllata, ma mettera’ in campo anche interventi e risorse per la citta’ e il suo rilancio, a partire dal porto e dal Museo archeologico nazionale. A causa del mancato pagamento degli stipendi, non solo di questo mese ma anche arretrati, oggi ci sono 24 ore di sciopero dei lavoratori delle aziende fornitrici. La protesta e’ stata indetta dai sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm. Dopo il presidio di ieri davanti all’Ilva, oggi e’ previsto un incontro dei sindacati col prefetto di Taranto, Umberto Guidato, per cercare una soluzione. I lavoratori dell’indotto e appalto dell’Ilva sono “stremati da una condizione inverosimile in quanto ad oggi a numerosissimi di loro viene negato di fatto il sacrosanto diritto alla retribuzione” affermano in una nota, spiegando la protesta odierna, Fim, Fiom e Uilm di Taranto che parlano di “situazione del tutto inaccettabile sia per la dignita’ dei lavoratori che per le loro famiglie”. “E’ una crisi drammatica quella che stanno vivendo alcune centinaia di lavoratori – afferma Cosimo Panarelli, segretario della Fim Cisl di Taranto – a due giorni da Natale, questi lavoratori non hanno ne’ stipendio, ne’ tredicesima, e neppure il saldo degli arretrati. Tra i casi che i sindacati conoscono, in queste condizioni ci sono almeno sei-sette aziende importanti, con 60-70 dipendenti ognuna. Cito per tutte le Comsider, che avanza dall’Ilva un credito di 600mila euro e l’azienda ne vuole dare, stando a quanto ci dice il proprietario, solo 35mila, il che equivarebbe a versare un acconto di 3-400 euro a lavoratore”. Nei giorni scorsi, a seguito degli interventi e delle proteste di Confindustria Taranto, che ha incontrato anche il commissario dell’Ilva, Piero Gnudi, l’azienda ha messo in pagamento circa 10 milioni all’indotto-appalto riservandosi di darne ulteriori 10 a gennaio. Venti milioni di euro era, infatti, la richiesta fatta a Gnudi dal presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, dopo che l’Ilva, con la prima rata del prestito ponte, aveva erogato alle imprese 34 milioni di euro tra settembre e ottobre scorsi. “Purtroppo – osserva Panarelli – non solo non tutte le imprese che hanno lavorato per l’Ilva sono state pagate, ma c’e’ stata anche una situazione di ingiusta e grave disparita’ e questo non va affatto bene. Ci sono infatti realta’ dell’indotto-appalto che hanno avuto tutto o quasi e altre, invece, che aspettano da mesi e mesi senza ricevere nulla pur avendo lavorato per il siderurgico al pari delle altre. Nello specifico ci sono imprese che in questi giorni hanno saldato al proprio personale stipendio e tredicesima e altre dove devono essere ancora completate le retribuzioni di maggio”. “L’esasperazione dei lavoratori e’ alta – commenta ancora Panarelli – e ieri, davanti all’Ilva, molti volevano gia’ ricorrere a forme di protesta dure bloccando anche la strada statale. Abbiamo faticato per tenere un minimo di calma in attesa di incontrare oggi il prefetto, ma la situazione e’ grave e chiediamo che l’Ilva si adoperi”. Da vedere, adesso, sulla base del pressing dei sindacati e della Prefettura, quali margini di manovra avra’ l’Ilva per venire in qualche modo incontro a queste imprese. In questi mesi i pagamenti dei fornitori e degli stipendi al personale diretto sono stati affrontati con i soldi del prestito dati dalle banche all’Ilva: due rate da 125 milioni ciascuna, una a meta’ settembre e l’altra verso la fine di novembre. A meta’ mese l’Ilva ha versato ai suoi 16mila dipendenti, di cui 11mila a Taranto, stipendio di novembre, tredicesima e rata del premio di risultato. Nei giorni scorsi pero’ Gnudi ha detto in audizione alle commissioni Attivita’ produttive e Ambiente della Camera che i soldi per l’Ilva ora sono finiti e quanto e’ rimasto consente di arrivare sino a gennaio. Di qui, ha indicato il commissario, l’urgenza di una soluzione per l’Ilva che il Governo ha annunciato per domani con un nuovo decreto legge.(AGI)
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