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Ilva: annunciato stop di altri impianti a Taranto

(AGI) – Taranto, 30 gen.- Nuove fermate all’Ilva di Taranto per mancanza di materie prime e difficolta’ negli approvvigionamenti a causa della crisi finanziaria dell’azienda, da alcuni giorni in amministrazione straordinaria. Incontrando stamattina i sindacati metalmeccanici, l’Ilva ha fornito un nuovo quadro di blocco impianti. Il laminatoio a freddo continua a restare fermo tranne l’impianto minislitter. Dopo il Treno Nastri 1, fermato nei giorni scorsi, dalle 7 del 2 febbraio si ferma anche il Treno Nastri 2 sino a data da destinarsi. In quest’impianto 150 lavoratori saranno inattivi tra ferie e solidarieta’ e 76 al lavoro per varie attivita’. Nell’area degli impianti marittimi, dove cioe’ ci sono gli sporgenti e le gru per lo scarico delle materie prime della produzione (minerali di ferro e fossili) e dei prodotti finiti, a Ima est fa oggi si ferma il terzo turno e domani il 50%o dei turni programmati. Dal terzo turno di domani sino al 3 febbraio, 100 lavoratori inattivi per quest’impianto. Sempre per gli impianti marittimi dell’Ilva, a Ima ovest dal terzo turno di oggi 121 assenti e 50 presenti. Dal terzo turno di domani i presenti scenderanno invece a 31 e gli assenti saliranno a 140. Queste nuove fermate, precisano i sindacati, si aggiungono a quelle del laminatoio a freddo,del treno nastri 1, del tubificio 2, dei rivestimenti e delle zincature 1 e 2. Anche in questi casi lo stop e’ dovuto a mancanza di materie prime. Questi impianti sono fermi gia’ da alcuni giorni. Il tubificio 1 sta invece marciando a passo molto ridotto: cinque turni a settimana, uno al giorno dal lunedi’ al venerdi’. Nei giorni precedenti, sempre per il problema materie prime, l’Ilva aveva fermato a rotazione, ciascuno per 48 ore, gli altiforni 2, 4 e 5. “L’Ilva – dichiara Vincenzo Castronuovo della Fim Cisl di Taranto – ci ha comunicato un nuovo programma di fermata impianti ma ci ha pure detto che la situazione e’ in evoluzione. Tutto dipende dai rifornimenti e dalla materie prime. Se si sblocca la situazione e lo stabilimento torna verso la normalita’, la nuova fermata potra’ anche essere revocata”.(AGI) .
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