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Ilva: Taranto, sindaco fiducioso; critici gli ambientalisti

(AGI) – Taranto 24 dic. – Fiducioso il sindaco di Taranto, Ezio Stefa’no, critici gli ambientalisti che annunciano un ricorso alla Commissione Europea. Queste le reazioni a Taranto poche ore dopo il varo del decreto legge sull’Ilva da parte del Consiglio dei ministri. “Sono fiducioso nella possibilita’ che l’intervento dello Stato nell’Ilva consenta di cambiare la situazione – afferma il sindaco di Taranto -. D’altra parte nel limbo non potevamo piu’ stare, serviva una svolta, che ovviamente adesso mi auguro concreta. Ovviamente se nel decreto legge c’e’ qualcosa che non va, si potra’ sempre modificare e correggere”. Per gli ambientalisti dell’associazione Peacelink, invece, “i soldi pubblici messi a disposizione dell’Ilva sono una quantita’ irrisoria e non serviranno che a pagare un terzo del debito che Ilva ha con le banche. Essi – dice Peacelink – saranno sottratti ai progetti di sviluppo regionale, usando fondi europei Fesr e di coesione sociale che dovrebbero essere invece investiti a favore dello sviluppo, della ricerca e dell’innovazione sostenibili”. Secondo Peacelink, “lo Stato rinuncia definitivamente ad investire nelle migliori tecnologie e nel rispetto dell’autorizzazione ambientale Aia che era stata prescritta nel 2012. Il Governo – prosegue Peacelink – intende infatti risolvere la questione Ilva di Taranto peggiorando le norme dell’Aia. Peacelink – conclude la nota – fa appello alla Commissione Europea perche’ sanzioni nuovamente il governo italiano, che non ha voluto attenersi alle norme comunitarie”. Legambiente Taranto, infine, si riserva il giudizio: “Leggeremo con grande attenzione il testo dei provvedimenti del Governo per capire l’effettivo impatto sul futuro dell’Ilva e di Taranto – annuncia Legambiente -. L’ennesima modifica dei tempi di attuazione dell’Aia e il rinvio ad ulteriori atti , se confermato, “grida vendetta”: i tempi sono parte integrante dell’Aia stessa. E’ invece un segnale positivo – conclude Legambiente Taranto – l’assunzione di responsabilita’ da parte dello Stato e l’individuazione di fonti finanziarie che concorrano alla effettiva applicazione dei provvedimenti previsti per il risanamento degli impianti”. (AGI) .
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