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Immigrati, i paesi dell’Ue li rimandano in Italia

Immigrati, i paesi dell'Ue li rimandano in ItaliaTutte le strade portano (e riportano) in Italia. Con la forza. Alla faccia dell’accoglienza comunitaria. La verità è che il nostro paese è diventato un porto franco, non solo per i migranti, ma anche per i paesi europei che non ci pensano due volte a rispedire i clandestini dentro i nostri confini.

È successo ancora una volta oggi. Quarantotto immigrati sono stati fermati in Austria sui treni provenienti dall’Italia. Erano diretti in Germania. E cosa ha fatto la gendarmeria austriaca? Semplice, li ha fatti salire a bordo dei pullman e li ha rispediti in Alto Adige. Nel giro di 24 ore. E non è la prima volta che l’Austria reagisce così. Peter Gantolier, responsabile della polizia di Innsbruck per i controlli Schengen sui treni, di recente ha affermato: Negli ultimi dodici mesi stiamo registrando un notevole aumento di profughi che entrano dall’Italia senza documenti. Visto che non intendono chiedere asilo politico in Austria, vengono consegnati alle autorità italiane. Una volta respinti in Italia, fanno però perdere le loro tracce.

Insomma, non c’è solo Malta che respinge i barconi e li dirotta verso la Sicilia. O la Grecia che rafforza le proprie frontiere e costringe gli scafisti e cambiare le rotte dei migranti in direzione del BelPaese. O ancora la Spagna che erige mura e recinzioni con la minaccia di sparare ai migranti che si avvicinino al loro territorio. Anche sul suolo europeo, la solfa non cambia. Qualche giorno fa, un rapporto confidenziale della polizia di frontiera francese, rivelato dal Figaro, ha evidenziato come la Francia dal primo gennaio 2014 abbia rispedito in Italia 3.411 migranti. Per non parlare della Svizzera, dove i controlli ferrei e le leggi in materia sono già di per sé un gran deterrente, che non ci pensa un attimo a rispedire i clandestini alla polizia di frontiera di Ponte Chiasso.

L’anno scorso si scatenò pure una diatriba tra la Germania e l’Italia. Centinaia di profughi africani approdarono ad Amburgo dall’Italia. I teutonici accusarono il nostro governo di indurre gli stranieri, attaraverso somme in denaro e documenti, a lasciare il Paese. ”Circa 300 persone, provenienti da Libia, Ghana e Togo sono finite nella città anseatica, nonostante dovessero essere accudite in Italia”, scrisse l’agenzia di stampa Dpa sottolineando che Roma disattende le intese europee. E Roma si disse subito disposta a riaccogliere i migranti che non avessero avuto i requisiti per rimanere in Germania. Insomma, è sempre più evidente che finché non ci sarà una reale condivisione degli oneri e delle responsabilità relative ai flussi migratori fra tutti gli Stati membri, l’Italia continuerà a essere lo zimbello d’Europa.

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