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Immigrati: la S. Sede boccia l'Ue, "accordo deludente"

(AGI) – CdV, 24 apr. – “Non siamo soddisfatti di questo accordo. Qualcosa e’ stato fatto, come il finanziamento dell’operazione Triton, ma cosi’ non si risolve il problema. Servirebbe un programma a lungo termine, una politica delle migrazioni seria”. A parlare a nome della Santa Sede e’ stato il cardinale Antonio Maria Veglio’, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti che – in un’intervista diffusa dal Servizio Informazione Religiosa – ha espresso “delusione” per quanto raggiunto al vertice dei leader dell’Unione europea sulle migrazioni che si e’ svolto ieri a Bruxelles. “Avanti divisi”, titola l’Osservatore Romano che parla di “passi in avanti e divisioni interne” nella ricerca di una strategia comune sull’immigrazione. Molto piu’ cauto sugli accordi di Bruxelles, come sempre, il segretario di Stato Pietro Parolin, che in una ‘lectio magistralis’ alla facolta’ teologica di Padova ha pero’ finalmente fatto chiarezza sul senso “non belligerante” della richiesta di Papa Francesco di fermare l’Isis e soccorrere i cristiani del Medio Oriente. Ma in merito al problema del soccorso agli immigrati nel Mar Mediterraneo ha solo auspicato – riporta il sito specializzato ‘Vaticaninsider’ – che “continui il coinvolgimento dell’Europa su questo tema: siamo sulla strada giusta, bisogna impegnarsi e lasciarsi coinvolgere, bisogna continuare su questa strada”. “Prima di tutto – ha elencato il cardinale – c’e’ una risposta umanitaria da dare. E l’Italia in questo senso sta facendo molto. Poi rimane sempre vero che bisogna risolvere il problema alla radice, mettere questi Paesi in condizione di non costringere i loro cittadini ad andarsene, eliminare le cause della poverta’ estrema e la violenza, la guerra, i conflitti, dobbiamo impegnarci di piu’ su questo punto, dare possibilita’ a queste persone di progredire nei loro Paesi, e troveremo la strada perche’ si evitino queste tragedie. E infine c’e’ il tema della lotta ai trafficanti, questo dobbiamo tenere presente e su questo ci si dovra’ impegnare in maniera precisa”. Proprio sul tema delle possibili misure contro gli scafisti ha preso posizione anche il presidente della Fondazione Migrantes promossa dalla Cei, cardinale Francesco Montenegro: l’idea di distruggere i barconi suscita nei vescovi “forti perplessita’”, ha spiegato. “Se domani vado a bucare determinate barche e poi scopro che ho colpito pescatori innocenti, come faro’ – si e’ domandato il neo porporato – a dire che mi scuso per aver sbagliato? Non riesco a comprendere come possa essere messa in pratica una simile soluzione”. “Si vogliono rimandare indietro persone che stanno cercando un modo diverso di vivere solo per difendere degli interessi particolari. A Bruxelles, a prevalere e’ stata l’Europa degli interessi particolari, quella che e’ unita da tanti egoismi che non riescono a fare unita’”. Severo e’ stato il giudizio dell’arcivescovo di Agrigento anche sugli altri punti dell’accordo: “l’Europa ha dimostrato che ci si puo’ sedere attorno ad un tavolo per affrontare un problema che riguarda tutti, pero’ non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo”. “Dal vertice europeo di ieri esce l’Europa dei nazionalismi. E’ rimandata la costruzione dell’Europa sociale e solidale”, afferma anche una nota della Fondazione Migrantes che prende decisamente le distanze dall’ipotesi di “un’azione, da tutti gli esperti sconsigliata, di distruzione delle barche dei trafficanti nei porti”. La stessa linea del Vaticano. “Bombardare i barconi e’ un’idea stranissima: ma cosa bombardano? C’e’ il diritto internazionale! Bombardare in un Paese e’ un atto di guerra”, ha osservato infatti il cardinale Veglio’ nell’intervista diffusa dal Servizio Informazione Religiosa della Cei. “A cosa mirano? Solo ai piccoli battelli dei migranti? Chi garantisce che quell’arma non uccida anche le persone vicine, oltre a distruggere i barconi?”, si e’ chiesto il porporato sottolineando che ‘anche se fossero distrutti tutti i battelli, il problema dei migranti in fuga da conflitti, persecuzioni e miseria continuera’ ad esistere”. Secondo Veglio’ “e’ inutile bombardare le imbarcazioni, le persone disperate troveranno sempre sistemi per fuggire: faranno altri barconi, passeranno via terra”. “Ricordiamoci – ha suggerito il capo dicastero – che la maggior parte dei migranti non arriva dal Mediterraneo ma dalle frontiere terrestri. Finche’ ci saranno guerra, dittature, terrorismo e miseria ci saranno i profughi, che andranno dove possono andare”. (AGI) .
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