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Immigrazioni di mercato

Di ilsimplicissimus –

Una gitarella mi ha aperto gli occhi. Vagando tra i paesi della Valnerina  dove la geografia fisica si sovrappone a quella politica del buon governo o dello sgoverno ottuso e bustarellaro, costruito sulla scala Mercalli, ho avuto il piacere di capire molto sul risultato delle elezioni in Meclemburgo che hanno segnato il declino della Merkel e di conseguenza anche dell’ orrida Europa fabbricata a Maastricht, ma costituiscono  anche una demarcazione nel passaggio di mondo del quale non ci accorgiamo e sul quale non sappiamo agire, tutti tesi nel disperato tentativo di non cambiare le cose e non rinnovare i pensieri. L’illuminazione mi è venuta da una trasmissione di Radio Tre che scorreva tra nubi e boschi e che si occupava di immigrazione.

Poiché gli ascoltatori potevano intervenire via sms si dava conto di tutto il ciarpame catto xenofobo che gira nei sottofondi italiani e dunque non si poteva non consentire ai timidi e garbati richiami del conduttore. Almeno fino che non è intervenuta una tizia di cui non ricordo il nome che parlava a nome di Save the children una di quelle organizzazioni umanitarie che in realtà di occupa di salvaguardare gli interessi occidentali, tanto da essere stata chiamata  a partecipare come associazione collaterale alle manovre Nato dell’autunno scorso. Invito ovviamente accettato e tardivamente declinato solo dopo che  questa enormità per un sedicente organizzazione non governativa non è saltata fuori (vedi qui).

E dunque l’augusta rappresentante ha spiegato perché è assurdo essere contrari all’immigrazione visto che essa è un portato della globalizzazione che è stata all’origine di grande crescita e  ricchezza, ha sviluppato il mercato, è fonte di dinamismo economico. Purtroppo tutti sanno o intuiscono che con la globalizzazione è entrata in crisi l’economia italiana successivamente uccisa dall’euro, basta guardare anche solo i dati del pil dal ’90 in poi. Che in termini più generali essa ha trasferito il lavoro in Asia dove persino i bambini sono resi stati resi schiavi per consentire straordinari profitti a pochissimi, ha permesso l’umiliazione del lavoro e la caduta delle tutele in occidente con il ricatto occupazionale, è stata il cavallo di troia di un ritorno alla disuguaglianza come stella polare del liberismo e in ultimo almeno dei Paesi mediterranei è stato un disincentivo agli investimenti in tecnologia di processo se non di prodotto. Con simili difensori e con questi argomenti si diventa leghisti in un baleno a meno che non si pensi che la crescita sia legata a un modello schiavistico di lavoro e che quindi l’immigrazione sia “ricchezza”  in questo senso.

Naturalmente nessun accenno al fatto che i rifugiati e i  migranti economici non siano altro che il risultato del caos americano in medio oriente o in America latina  e delle rapine occidentali in Africa, cose per le quali l’accoglienza dovrebbe essere se non un principio umano almeno una riparazione sia pure tardiva e uno stimolo a cambiare strada, a creare ricchezza in altro modo. Ma insomma gli argomenti di mercato sono rozzi e fasulli quanto quelli degli xenofobi, anche se non così immediati: dire rubano il lavoro agli italiani è uguale a dire che sono un fenomeno di globalizzazione e di mercato e perciò stesso portano ricchezza. Così non è per nulla strano che dopo decenni di educazione al pensiero unico in un Land rurale come il Meclemburgo dove l’80% della popolazione vive in paesini dai 400 e 1000 abitanti gli istinti identitari più grossolani finiscano per prevalere : gli argomenti usati in favore dell’accoglienza suonano stonati esattamente come quelli che proclamano in ogni momento la crescita. Il problema comunicativo che è mancato, per esempio alla Linke, molto forte nella regione è semmai quello di far capire che sono stonati quando si invitano contadini e allevatori a sottostare ai diktat dell’industria alimentare o quando si dice che è moderno lavorare dieci ore al giorno per un salario da fame e senza pensione. E che i poveri diavoli che sbarcano sono sempre di più l’altra faccia dei poveri diavoli che stanno a riva. Dico questo sapendo perfettamente che le tesi che ricollegano sempre, dovunque e comunque la resistenza ai massacri sociali proposti dalle ricette euro americane come frutto di xenofobia e di populismo, che si tratti della Francia o della Gran Bretagna o della Germania sono pura stupidità che supera ormai l’ambito della demagogia per sfociare in vera e propria propaganda del regime oligarchico.

Una popolazione educata all’egoismo e all’immobilismo sociale nel migliore dei mondi possibili, sdradicata da ogni pensiero realmente politico ovvero da un futuro che viene negato, reagisce alla frustrazione come può e spesso come sa, opponendosi non alla malattia ma ai suoi sintomi.

Immigrazioni di mercato

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