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In 27 mesi di guerra all'Isis 16.000 raid e 4.400 morti 

Roma – Nei due anni e tre mesi trascorsi dall’inizio di Inherent Resolve, l‘offensiva contro l’Isis a guida Usa, sono stati effettuati 15.959 raid in Iraq e in Siria, in cui hanno perso la vita 1749 civili. A questi vanno aggiunte le 2.700 vittime dei raid russi. Sono gli ultimi numeri contenuti in un video e rilasciati dalla Difesa statunitense e dall’Osservatorio siriano sui diritti umani, secondo cui dall’8 agosto 2014 la coalizione di 63 Paesi ha colpito 31.900 obiettivi, tra cui 7.948 edifici. A bombardare sono stati quattro volte su cinque gli aerei statunitensi.

L’offensiva contro il Califfato costa 12,3 milioni di dollari al giorno. In totale il costo delle operazioni si aggira intorno ai 9 miliardi di dollari. I Paesi che hanno partecipato direttamente alle operazioni sono Australia, Belgio, Danimarca, Canada, Giordania, Bahrein, Turchia, Arabia Saudita, Emirati arabi, Olanda, Francia e Regno Unito. L’Italia, che si è unita a Inherent Resolve il 17 ottobre 2014 , non combatte sul campo ma addestra i Peshmerga curdi e la polizia irachena a Baghdad, oltre ad occuparsi di perlustrazioni. Dei 1400 soldati italiani, 470 presidiano la Diga di Mosul.

 

 

Proprio la roccaforte dell’Isis in Iraq, dal 17 ottobre, è al centro di un’offensiva per liberare la città dai terroristi cui prendono parte 100mila uomini, tra cui peshmerga curdi, le truppe irachene e forze della coalizione internazionale. Dal 6 novembre è partito l’attacco anche a Raqqa, capitale del Califfato in Siria: le Forze Democratiche Siriane (SDF nell’acronimo in inglese), l’alleanza arabo-curda appoggiata dagli Usa, hanno annunciato l’inizio dell’offensiva per liberare la roccaforte jihadista. (AGI) 

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