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In Cina è nato un nuovo sito web per denunciare le spie straniere

Il Ministero per la Sicurezza Nazionale cinese ha lanciato un nuovo sito web per denunciare le spie straniere. Il portale, www.12339.gov.cn, sia in cinese che in inglese, pone l’attenzione dei visitatori contro i tentativi di influenzare o corrompere funzionari statali o della Difesa e di istigare rivolte armate o di incitare il separatismo etnico.

“La piattaforma rispetterà strettamente le regole di riservatezza, di protezione della privacy e dei diritti legali e degli interessi degli informatori in base alla legge”, si sottolinea nella pagina del  nuovo sito web dedicata al contatto con gli uffici competenti.

“Tutte le informazioni che verranno fornite saranno protette”. Chiunque aiuterà a scovare una spia straniera riceverà un compenso: già lo scorso anno una campagna simile condotta dalla municipalità di Pechino prometteva ricompense a chiunque avesse fornito informazioni utili a questo scopo. Gli informatori migliori avrebbero potuto ricevere fino a 500mila yuan, circa 64.500 euro al cambio attuale. 

L’iniziativa del Ministero della Sicurezza Nazionale comprende anche la pubblicazione di una storia illustrata a intento satirico, dal titolo “un ‘amico’ con la maschera” per mettere in guardia i dipendenti delle industrie collegate alla Difesa sulle caratteristiche degli agenti stranieri.

Al centro della trama, spiega il tabloid Global Times, c’è uno straniero che dice di lavorare per una organizzazione non governativa per promuovere “i valori dei lavoratori in Occidente” e che, nel corso della storia, è impegnato a corrompere funzionari per l’organizzazione di seminari, a istruire i lavoratori sulla difesa dei propri diritti e a spronarli per organizzarsi in un sindacato o per alimentare proteste.

Anche in questo caso, non è la prima volta che iniziative di questo tipo vengono messe in atto: nel 2016, un cartone animato metteva in guardia le donne rispetto alle relazioni con uomini stranieri, per il rischio che potessero rivelarsi spie. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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