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In Cina organizzano dei 'Safari' per fotografare i poveri nordcoreani 

E’ un ‘turismo della disperazione’ quello che va in scena da mesi sulle rive del fiume Yalu, che segna parte del confine tra Cina e la Corea del Nord: a migliaia varcano su imbarcazioni il corso d’acqua per avvicinarsi alla riva opposta e osservare i poveri vicini, come in un ‘safari’ umano. A riferirlo è il Guardian che racconta di questa specie di Disneyland che neanche le recenti tensioni nella penisola coreana ha fermato, anzi.

Turisti cinesi vogliono vedere i poveri nordcoreani

“I turisti cinesi vengono per soddisfare la loro curiosità, vogliono vedere quanto sono poveri i nordcoreani”, ha spiegato Yu, guida-barcaiolo che per 70 yuan (poco più di 9 euro) li porta per un’ora a un tiro di schioppo dal suolo nordcoreano. “Più la situazione si inasprisce, più diventano curiosi – ha aggiunto -. Certo, la gente è preoccupata ma solo un po’. Non ci sarà una guerra, questo è quella che la maggioranza crede”.

Kim spaventa il mondo ma non i ‘turisti’

Negli ultimi due mesi, il dittatore nordcoreano Kim Jong-un è tornato a sfidare apertamente la comunità internazionale con il suo programma nucleare, compiendo una serie di test atomici, tra cui il più potente finora, il sesto, all’inizio di settembre (leggi anche: Chi è davvero Kim Jong-un?).

Alla sfida di Pyongyang ha risposto con durezza l’America di Donald Trump: il segretario alla Difesa, James Mattis, ha minacciato “una massiccia risposta militare” in caso di pericolo per gli Usa o i suoi alleati, a cominciare da Corea del Sud e Giappone. Lunedì, il Consiglio di Sicurezza Onu ha approvato nuove sanzioni contro il regime nordcoreano e da Pyongyang il ministero degli Esteri ha risposto a tono, minacciando di infliggere “i più grandi dolori e sofferenze” agli Stati Uniti. Nonostante i toni alti, e i messaggi governativi sulla riva che invitano a “rispettare i regolamenti di frontiera” e “a non conversare o scambiare oggetti con persone dall’altra parte del confine”, i turisti cinesi continuano ad affollare la riva.

In gita con smartphone e binocoli

‘Armati’ di smartphone e bastoni per farsi i selfie, dotati anche di binocoli affittati dalle guide sulla barca a 10 yuan (1,30 euro), si avvicinano alla riva e osservano i poveri vicini, come le lavandaie al fiume o i soldati in cammino con i fucili in spalla, mentre sventolano le bandiere blu, bianche e rosse di Pyongyang.

‘Quite backwards’: Chinese tourists gawk at impoverished North Koreans https://t.co/0lSy2feVDE

— The Guardian (@guardian) 14 settembre 2017

Le parole dei ‘turisti della disperazione’

  • “Siamo venuti a vedere i nordcoreani, vogliamo vedere le loro condizioni di vita”, ha raccontato una 18enne, Jing Xingyi, accompagnata dal fidanzato.
  • Per Wei Jing, un lavoratore di Fuxin, si tratta di una gita durante “le vacanze estive di mia figlia”. Poi ha aggiunto: “La differenza tra la Cina e la Corea del Nord è il sistema politico: la Cina è una nazione in sviluppo, la Corea del Nord è un Paese socialista. Ognuna ha i suoi vantaggi”.
  • “Quando li guardiamo proviamo un sentiment di superiorità”, ha ammesso la guida Yu, che si dice “dispiaciuto per loro, ho visto quanto sono poveri sotto quel sistema politico. Più di tutto gli manca la libertà e mangiano cibo cattivo, non possono neanche nutrirsi in modo appropriato”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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