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In cosa consiste la riforma fiscale voluta da Donald Trump

Il Senato degli Stati Uniti a maggioranza repubblicana ha adottato l’ambizioso progetto di riforma del sistema fiscale e di tasse più basse, una preziosa vittoria per il presidente Donald Trump. Il testo, approvato con 51 voti favorevoli e 49 contrari, deve ora essere armonizzato con la versione adottata il 16 novembre dalla Camera dei rappresentanti. Questa sarebbe la prima importante riforma del presidente degli Stati Uniti, che non è riuscito a mantenere il suo impegno di abrogare la legge sul sistema sanitario di Barack Obama.

Donald Trump ottiene dunque la prima vittoria, importantissima, in Parlamento: il Senato ha approvato la riforma fiscale da 1.500 miliardi di dollari seguendo le indicazioni del partito. Il voto finale (51-49) è arrivato poco prima delle due di notte (le 8 in Italia) e il senatore Chuck Schumer, democratico di New York e leader della minoranza, ha definito l’approccio repubblicano “un processo e un prodotto di cui nessuno può essere fiero e tutti dovrebbero vergognarsi”.

Secondo le stime dell’opposizione dem, la riforma porterà in 10 anni 1.400 miliardi di dollari di deficit sul bilancio americano. Un repubblicano, il senatore Bob Corker del Tennessee, ha votato contro il disegno di legge. Il vicepresidente Mike Pence ha espresso un voto decisivo per approvare un emendamento proposto dal senatore Ted Cruz del Texas, che consentirebbe alle persone di utilizzare fino a 10.000 dollari all’anno da 529 conti di risparmio avvantaggiati dalle tasse per finanziare le lezioni private e religiose educative per studenti homeschooled.

Si tratta, scrive Repubblica, della più importante riforma fiscale negli Stati Uniti in tre decenni, prevede tra l’altro una riduzione della tasse sulle imprese dal 35% al 20%, una mossa che, secondo l’amministrazione, si tradurrà nella creazione di più posti di lavoro e nell’aumento degli investimenti negli Stati Uniti.

I negoziatori del Congresso hanno continuato a modificare il disegno di legge fino a poche ore prima del voto quando il Gop ha presentato una bozza rivista di circa 500 pagine, cogliendo di sorpresa i democratici. La proposta di legge rivista include un numero significativo di modifiche, inclusa una versione modificata della tassa minima alternativa per gli individui facoltosi. Il Senato ha respinto un emendamento presentato dai senatori Marco Rubio della Florida e Mike Lee dello Utah, entrambi repubblicani, che avrebbe aumentato il credito d’imposta per i figli delle famiglie a basso reddito e la copertura sarebbe arrivata dall’aumento dell’aliquota dell’imposta sulle società. 

In concreto – scrive il Post – la riforma prevede più di una decina di interventi diversi. Qui trovate un elenco più dettagliato delle disposizioni e dei loro probabili effetti. Il più importante è un significativo taglio delle imposte pagate dalle aziende (diverse società in diversi settori riceveranno tagli differenti, quindi è difficile riassumere l’intervento con un unico numero). Anche gran parte dei singoli contribuenti pagheranno meno tasse, ma una norma sulla sanità inserita nella riforma potrebbe far crescere molto il costo delle polizze per le famiglie e le persone a basso reddito (ci arriviamo). Non è facile dire con precisione chi ci guadagnerà e quanto, anche perché il sistema è reso più complicato da una serie di sconti e deduzioni che si esaurirà gradualmente entro il 2027. Qui trovate un grafico interattivo che permette di individuare facilmente chi risparmierà e quanto nelle varie fasi in cui si dispiegherà il piano. Grossomodo però si può dire che più si sale lungo la scala del reddito, più ampi e duraturi saranno i vantaggi fiscali. Leggi qui l’articolo completo del Post

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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