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In cosa consiste la stretta sul commercio abusivo sulle spiagge

Spiagge più sicure grazie ai soldi, parliamo di milioni di euro, confiscati alle mafie. Spiega il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, confermando quello che già aveva annunciato il 24 giugno in una intervista alla Stampa: “Quest’anno ci sono più soldi a disposizione e li prendiamo dal Fug”, appunto il Fondo unico della giustizia, nel quale confluiscono le risorse economiche e finanziarie confiscate definitivamente alle organizzazioni criminali.

Soldi in più, dice Salvini,  che serviranno per pagare gli straordinari agli agenti di Polizia locale che saranno chiamati a controllare le spiagge e a evitare che ci siano venditori ambulanti di merce contraffatta. E per il prossimo anno si cercherà di incrementare ancora questo apporto di risorse dal Fug.

In diretta dal Viminale tutte le novità su operazione #SpiaggeSicure: ai Comuni non solo direttive, ma anche soldi e risorse per combattere l’abusivismo commerciale e non solo.
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— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 6 luglio 2018

“Ci attendiamo un incremento delle confische, dei sequestri, degli arresti. Non è possibile che chi va al mare con la famiglia per godersi quei cinque giorni di vacanza debba ogni tre minuti vedersi rompere le scatole da qualcuno che ti propone oggetti, giocattoli e via dicendo”. Dal ministro parole di ringraziamento agli operatori commerciali, ai titolari di stabilimenti balneari e ai bagnini e al personale impiegato “che aderiranno all’iniziativa contribuendo a questa campagna di spiagge sicure”.

Cos’è il daspo urbano

Anche quest’anno ci sarà la misura del daspo urbano nelle località ad alta densità turistica. La misura è contenuta nella circolare che Salvini ha indirizzato ai prefetti. Il ministro Salvini ha anche sottolineato che si punterà ad un maggiore coinvolgimento degli enti locali per garantire una maggiore efficacia del programma di attività ed interventi definito per questa nuova campagna. Nel mirino del ministero dell’Interno e da oggi anche delle prefetture e delle polizie municipali non solo i venditori abusivi e le organizzazioni che li utilizzano, spesso in mano alla malavita. Ma anche chi affitta loro alloggi e magazzini per la tenere merce durante le ore notturne. A polizia, carabinieri, ma soprattutto guardia di finanza, il compito di prevenire e reprimere tutta la filiera della contraffazione. Dal momento della produzione, a quello dello stoccaggio e dello smercio al dettaglio tra lettini e ombrelloni, fino all’occupazione di appartamenti messi a disposizione da parte di persone compiacenti. 

Le multe per chi compra dagli abusivi

Quanto alle multe, il ministro ha ricordato che sono già previste e rimangono naturalmente in vigore. Secondo la legge 23 luglio 2009, n. 99, “è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro fino a 7.000 euro l’acquirente finale che acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale”.

La norma riguarda l’acquisto di prodotti contraffatti. Sia che si tratti di dvd e cd musicali, film, software, orologi, borse e occhiali che richiamano più o meno esplicitamente marchi noti, la legge è chiara e categorica. Rischia chi compra, oltreché chi vende. Se poi l’acquisto di merce venduta dagli ambulanti è rubata e chi acquista lo sa, la denuncia che si rischia è quella per ricettazione. 

E c’è da scommettere che quest’anno la stretta riguarderà anche gli acquirenti di prodotti sulle spiagge. “Non basta l’appello a non comprare il falso ai cittadini, che sono i primi che hanno la responsabilità di non aiutare le mafie, perché comprare il falso significa aiutare la mafia”, ha detto Salvini.

Contraffazione: cosa prevede l’articolo 473 del codice penale

Dispositivo dell’art. 473 Codice penale*

Chiunque, potendo conoscere dell’esistenza del titolo di proprietà industriale, contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, ovvero chiunque, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.500 a euro 25.000.

Soggiace alla pena della reclusione da uno a quattro anni e della multa da euro 3.500 a euro 35.000 chiunque contraffà o altera brevetti, disegni o modelli industriali, nazionali o esteri, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati.

I delitti previsti dai commi primo e secondo sono punibili a condizione che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali sulla tutela della proprietà intellettuale o industriale.

*Codice penale → LIBRO SECONDO – Dei delitti in particolare→ Titolo VII – Dei delitti contro la fede pubblica → Capo II – Della falsità in sigilli o strumenti o segni di autenticazione, certificazione o riconoscimento.

Quanto vale il commercio abusivo sulle spiagge

“Siamo pronti a collaborare – scrive Confesercenti in una nota – con l’auspicio che il piano spiagge sicure sia il primo passo per aggredire un fenomeno che purtroppo va oltre a quello che si vede d’estate sul bagnasciuga”.

“L’abusivismo – spiega una nota – dal commercio al turismo, muove un giro d’affari di ben 22 miliardi di euro e un esercito di 100 mila irregolari. Le vendite abusive e di materiale contraffatto rubano il 14% del fatturato delle imprese regolari di turismo e commercio. E danneggiano pesantemente anche lo Stato, causando un danno erariale di 11,5 miliardi di euro in mancato gettito fiscale e contributivo. Se le attività abusive fossero azzerate, l’erario recupererebbe abbastanza entrate per finanziare un cospicuo taglio dell’Irpef. Ci guadagnerebbe anche l’occupazione: la regolarizzazione farebbe emergere 32 mila posti di lavoro aggiuntivi”.

Secondo Confesercenti, “per combattere il fenomeno serve un intervento ampio e coraggioso, con risorse adeguate. E sicuramente è positivo che queste arrivino dai proventi sequestrati alla mafia: la mano della criminalità organizzata nel controllo del sistema abusivismo del nostro Paese è a nostro avviso evidente”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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