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In Francia è in corso una caccia al leone che è diventata questione nazionale

Caccia al leone in Francia da giovedì 20 luglio: al quarto giorno la notizia, prima confinata nella zona dei Paesi della Loira, è diventata un dubbio nazionale, perché malgrado cinque testimonianze non c’è ancora certezza sulla reale esistenza di un felino in libertà. Sono incessanti le ricerche della polizia, cominciate nei dintorni di Saint-Jean-sur-Erve, un comune a ovest di Mans, dove è stato avvistato il leone che ora si ipotizza  diretto verso la Bretagna. Una squadra di quindici gendarmi è mobilitata per catturare l’animale.

Cinque testimoni e uno ha sentito il ruggito

Tutto è cominciato da una segnalazione nella tarda mattinata di giovedì 20, quando un camionista di passaggio ha dichiarato alla gendarmeria di avere avvistato un “leone senza criniera” (si presume dunque una leonessa o un giovane esemplare di maschio) di un metro circa di altezza non lontano dalla strada, nei pressi di Saint-Jean-sur-Erve. All’incredulità dei gendarmi, l’autista ha opposto la certezza dell’avvistamento: “Vengo da una famiglia di cacciatori e vi assicuro – ha asserito secondo quanto riferisce Le Figaro – che non era una lince né un grosso gatto, ma un leone in tutto e per tutto”.

Successivamente, altre quattro persone hanno contattato le forze dell’ordine per segnalare di avere visto il felino e una di loro ne avrebbe addirittura sentito il ruggito nei pressi del comune di Changé, nella banlieue nord di Laval. “Al momento abbiamo cinque testimonianze attendibili. C’è una descrizione ricorrente dell’animale con dettagli che non abbiamo comunicato agli organi di informazione” ha spiegato il colonnello David Bièvre, che comanda la gendarmeria dipartimentale della Mayenne.

Allo scopo di catturare il felino, le forze dell’ordine hanno chiesto aiuto al rifugio dell’Arche, un centro di salvaguardia specializzato nell’accoglienza di animali feriti o abbandonati, sito a Saint Fort, a sud di Château-Gontier. “In Mayenne, siamo praticamente gli unici a essere attrezzati con fucili caricati a narcotico per addormentare questo tipo di animali. E’ per questo motivo che la gendarmeria si è rivolta a noi” ha detto a Le Figaro una dipendente dell’Arche, Aude Huchedé.

Dubbi in prefettura: né impronte né attacchi al bestiame

Le autorità stanno cercando di ipotizzare la provenienza del felino: “Abbiamo condotto alcuni accertamenti, ma non ci sono circhi né proprietari di felini recensiti nella zona” ha dichiarato Anthony Boukoucha, capo di gabinetto del prefetto di Mayenne, il quale si dice scettico: “Le testimonianze sono sempre quelle di persone sole, senza un altro testimone accanto. Non esistono foto né video, non ci sono animali di cui è stata segnalata la fuga, non esistono impronte né si lamentano attacchi alle pecore o alle vacche nelle zone che il leone avrebbe attraversato. Ciò mi sembra abbastanza sorprendente, considerando che un leone ha bisogno di almeno sette chili di carne al giorno per sfamarsi”, ha aggiunto il capo di gabinetto del prefetto.

Tuttavia, la gendarmeria della Mayenne ha postato sul suo account Facebook una serie di raccomandazioni alla cittadinanza circa il comportamento da tenere nel caso ci si imbatta nell’animale. Ci sono però poche possibilità che l’eventuale proprietario dell’eventuale leone ne denunci la fuga: rischierebbe, per il possesso del felino senza permesso, fino a due anni di galera e un’ammenda di 150 mila euro.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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