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In Germania cancellata 'Auschwitz sulla spiaggia' di Franco Berardi. “Provocazione”

Voleva invitare a riflettere sulle politiche migratorie messe in campo dall’Europa, accostando la tragedia delle centinaia di migliaia di persone che rischiano la morte per giungere nel Vecchio Continente con il massacro degli ebrei per mano dei nazisti. Questo era l’intento dello spettacolo di Franco ‘Bifo’ Berardi, ‘Auschwitz sulla spiaggia’, in programma a Kassel nell’ambito della rassegna artistica quinquennale ‘documenta14’. Ma il suo proposito non ha ottenuto la reazione sperata.

La performance è stata cancellata in seguito all’ondata di proteste ricevute dagli organizzatori. “Di fronte al numero di lamentele e accuse che abbiamo ricevuto nelle ultime settimane, abbiamo deciso di cancellare la performance prevista di Franco ‘Bifo’ Berardi”, ha fatto sapere il curatore, Paul B. Preciado. “Rispettiamo coloro i cui sentimenti sono stati colpiti dal poema di Franco ‘Bifo’ Berardi, non vogliamo aggiungere dolore al loro dolore”, ha proseguito.

Il vero obiettivo della performance

Come tuttavia ha sottolineato la direttrice di ‘documenta14’, Adam Szymczyk, l’intento della performance “non era quello di relativizzare l’Olocausto”, che “per la sua rilevanza e per la sua natura sistemica di una distruzione, organizzata a livello statale, di un’intera razza, rimane un evento unico nella storia dell’uomo”, ma di gettare luce sulla controversa situazione in cui versano i migranti che tentano di raggiungere il Vecchio Continente.

 

Per questo, la kermesse artistica non intende “accettare semplicemente le accuse e abbandonare il pensiero critico” quindi al posto dello spettacolo ci sarà un incontro-dibattito intitolato “Vergogna su di noi” durante il quale Berardi leggerà il poema alla base dello spettacolo “Auschwitz on the beach” e i presenti saranno invitati a discutere le politiche migratorie europee.

“Un’orribile provocazione”

“La questione di come affrontiamo la Shoah e la terminologia associata e di come insegniamo alle future generazioni questo crimine incomprensibile è qualcosa che impatta su tutti noi”, ha commentato Illan Katz, presidente della locale organizzazione ebraica, parlando di uno spettacolo definito dal sindaco di Kassel, Christian Geselle, “un’orribile provocazione”.

Per Efraim Zuroff, a capo dell’ufficio di Gerusalemme del Simon Wiesenthal Center, “è una tendenza molto problematica quella di paragonare qualsiasi sorta di tragedia ad Auschwitz. E molto raramente sono paragoni accurati e degni di valore”. “A prescindere da qualsiasi compassione possiamo provare per le difficoltà dei rifugiati – ha dichiarato al Jerusalem Post  – queste non richiamano alla mente quanto passato dagli ebrei, spediti nei campi della morte, e non dovrebbero essere paragonate”.

Nel suo spettacolo di un’ora, riferisce Die Welt, l’artista italiano accusava gli Stati europei di creare “campi di concentramento” sul proprio territorio e di pagare trafficanti di essere umani in Turchia, Libia ed Egitto per fare il lavoro sporco al posto loro, sostenendo che “l’acqua di mare ha rimpiazzato lo Zyklon B”, il gas usato dai nazisti per sterminare gli ebrei.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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