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In Giappone sono sparite le patate

Il Giappone è alle prese con la più grande crisi di… patatine in busta. Gli scaffali dei supermercati sono vuoti e i consumatori nel panico riversano la loro frustrazione sui social. Non è una bufala ma il nuovo grattacapo di Tokyo, risultato del passaggio dei tifoni della scorsa estate che hanno rovinato in modo serio i raccolti di patate del Paese.

I danni ai produttori, il panico dei consumatori

A farne le spese sono soprattutto i due principali produttori di snack nipponici, Calbee e Koike-Ya Inc, che hanno bloccato la produzione di 49 tipi di patatine in busta. Calbee ha fatto sapere di aver tentato di sopperire la mancanza di patate attraverso l’importazione dagli Stati Uniti, ammettendo di non essere riuscito a soddisfare la domanda.“Una grossa quantità delle patate importate non raggiunge il livello qualitativo cui siamo abituati e ciò non ci permette di produrre a pieno ritmo” , ha spiegato il portavoce della Calbee. Intanto le due società hanno fatto sapere di non aver ancora deciso quando riavvieranno la produzione.  

Tuttavia – a giudicare dalle reazioni sul web – i più disperati sembrano essere i consumatori, che da giorni pubblicano sui social foto di scaffali dei supermercati vuoti e denunciano i siti, come Mercari, che speculano sulla vicenda vendendo 3 buste di patatine al prezzo stellare di 880 yen (8 euro) anziché a 280.

ジャガイモ不足でポテチ販売休止 ネットでは1袋750円の高値転売(AbemaTIMES) – Yahoo!ニュースhttps://t.co/hBskcOemY7

近所の西友も全然なかった(ू˃̣̣̣̣̣̣︿˂̣̣̣̣̣̣ ू) pic.twitter.com/S1iCwskgVl

— 齋 濱 系 も っ く ん ⊿ (@ashuu_neruzumin) 12 aprile 2017

I 4 tifoni che hanno messo in ginocchio Hokkaido

Quattro tifoni consecutivi si sono abbattuti lo scorso agosto sull’isola settentrionale di Hokkaido che, oltre a carote, zucche e mais, produce l’80% delle patate del Giappone. Una successione di calamità naturali che non si registrava da oltre un secolo. I danni ai raccolti hanno prodotto un innalzamento dei prezzi tanto che un sacchetto di 4 patate di Hokkaido vengono vendute a 180 yen (1,53 euro) al mercato di Tokyo contro i 120 di qualche mese fa.

La (frequente) crisi del burro

Non è la prima volta che il Giappone si ritrova a fronteggiare un problema di mancanza di alimenti. Negli ultimi anni il grande assente sulla tavola dei giapponesi è stato il burro. Il motivo però questa volta va ricercato nell’invecchiamento della popolazione e nella conseguente scomparsa di alcune attività, primo fra tutti il lavoro nelle fattorie. Quello caseario tuttavia è uno dei “settori sacri” che il premier Shinzo Abe ha promesso di tutelare durante i colloqui sul patto commerciale con gli Usa Trans-Pacific Partnership, accordo che per ora è in alto mare

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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