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In Inghilterra è “crisi delle lattughe”. A sette euro l’una sul mercato nero

Era cominciato con le zucchine, diventate sempre più rare sui banconi ortofrutticoli del Regno Unito, tanto da far correre su Twitter l’hashtag #courgettecrisis. In seguito la penuria di vegetali freschi si è allargata a broccoli, spinaci, cavoli e lattughe, tanto da dare la stura a un vero e proprio mercato nero dove, come in tempi di guerra, ci si può approvvigionare delle preziose cibarie a prezzi da borsa nera: fino a sei sterline, circa sette euro, per un solo cespo, riporta il ‘Telegraph’. Nelle ultime settimane a dominare l’attenzione dei media britannici non è né la Brexit né Donald Trump ma la “crisi delle verdure”. “Restate calmi!”, è l’invito rivolto ai lettori dal ‘Times’. La Bbc, da parte sua, ha pubblicato una guida su come affrontare quella che è percepita come un’autentica emergenza.

Prezzi triplicati in un mese a causa dei temporali in Spagna

A causare la “crisi” è stata la combinazione tra l’aumento della domanda legata alla voglia degli inglesi di rimettersi in forma dopo i bagordi festivi e il crollo delle importazioni dalla Spagna, Paese che soddisfa l’80% del fabbisogno di verdure britannico. I forti temporali che questo inverno hanno investito le maggiori aree produttive iberiche, come la regione di Murcia, hanno costretto gli agricoltori locali a dichiarare “forza maggiore”. I consumatori albionici si sono visti costretti ad approvvigionarsi in Egitto o addirittura negli Stati Uniti. I prezzi, di conseguenza, sono saliti alle stelle. Dall’inizio di gennaio i prezzi della lattuga sono saliti del 306%, quelli dei carciofi del 105% e quelli dei cavolfiori del 90%.

I grandi distributori impongono razionamenti

La situazione ha costretto la grande distribuzione a imporre razionamenti. Da Tesco, la maggiore catena di supermercati britannico, non è possibile acquistare più di tre lattughe ciascuno. Nei punti vendita della catena concorrente Morrisons il limite scende addirittura a due cespi e per i broccoli il tetto massimo e di tre teste. “Non ho mai visto niente del genere”, ha dichiarato al Guardian Dan McCullogh, un grossista del mercato ortofrutticolo londinese con quarant’anni di esperienza. C’è da scommettere, ha ironizzato il ‘Financial Times’, che anche i più strenui sostenitori del ‘Leave’ stiano riflettendo su come il libero commercio e la globalizzazione in fondo non sia così male.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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