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In Israele sta per finire l'era Netanyahu?

Bufera sul premier israeliano, Benjamin Netanyahu: la polizia israeliana ha chiesto alla magistratura di incriminarlo per corruzione, frode e violazione della fiducia. La decisione di mettere sul banco degli imputati il premier, che 68 anni, dipende ora dal procuratore generale Avishai Mandelblit, e potrebbe richiedere diverse settimane o mesi. Ma intanto in Israele la polemica monta.

La polizia ha rilevato di aver trovato “prove sufficienti” per accusarlo di aver accettato tangenti. Parlando al Paese in diretta televisiva, Netanyahu ha respinto le accuse ed escluso le dimissioni. “Il governo finirà il mandato e sono certo che nelle prossime elezioni (nel novembre 2019), otterrò nuovamente la vostra fiducia”, ha detto, la faccia tesa, rivolgendosi agli israeliani, ricordando di aver dedicato “una vita al servizio del Paese”. “Queste raccomandazioni non hanno valore legale – ha aggiunto – in una democrazia”.

Quali sono le accuse

Le inchieste sono due e hanno richiesto due anni di indagine. La polizia ha interrogato un’ottantina di testimoni. Netanyahu è sospettato di aver ricevuto tangenti da facoltosi uomini d’affari come il miliardario australiano, James Biller o il produttore Arnon Milchan: regali (sigari, bottiglie di champagne e gioielli) a lui o alla sua famiglia, per un totale di un milione di shekel, circa 230mila euro, tra il 2007 e il 2016. In cambio, il premier tentò di varare una legge fiscale che avrebbe avvantaggiato Arnon Milchan, che cercava di ottenere un visto negli Stati Uniti e un trattamento preferenziale alle sue aziende. La polizia ha individuato gli estremi della corruzione anche in un accordo segreto che Netanyahu cercò di stipulare con il proprietario di Yediot Aharonot, Arnon Moses, per una copertura favorevole dal giornale, il secondo più importante in Israele. 

Non è la prima volta che Netanyahu finisce invischiato in accuse di corruzione e il premier ha dunque cercato di minimizzare: “Negli ultimi anni, sono stato oggetto di non meno di quindici indagini, alcune delle quali si sono concluse con fragorose raccomandazioni della polizia, come quelle di stasera, che non hanno portato a nulla. Anche questa volta le cose non arriveranno al nulla”.

A capo del governo dal 2009, dopo un primo mandato tra il 1996 e il 1999, Netanyahu ha una lunga consuetudine con il potere e sembra avviato a battere il record di longevità di David Ben Gurion, fondatore dello Stato di Israele, se l’attuale legislatura finirà nel novembre del 2019. Il ministro della Giustizia, Ayelet Shaked, ha già detto che un primo ministro non ha l’obbligo di dimettersi. Nel passato comunque la giustizia israeliana ha avuto la mano pesante con i capi di governo accusati di corruzione. Il predecessore di Netanyahu ed ex avversario, Ehud Olmert, al potere dal 2006 al 2009, è stato rilasciato a luglio dopo un anno e quattro mesi di carcere per corruzione. E proprio Olmert, è uscito dal suo silenzio mercoledì, augurandosi che Netanyahu “completi il suo mandato in modo rapido e onorevole”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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