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In questa città dell'Oman la Cina sta costruendo una 'nuova Dubai'

Lo scenario dovrebbe essere simile a quello che un tempo si presentava nell’area desertica di Dubai, prima che iniziasse a svilupparsi quella che oggi è una città ultramoderna e futuristica: in Oman, nei dintorni del villaggio costiero di Duqm, circondato dal deserto su tre lati e situato a 550km a sud della capitale Muscat, da qualche tempo sono in azione le ruspe del consorzio cinese Oman Wanfang, costituito da sei aziende cinesi, molte delle quali basate nella regione autonoma di Ningxia Hui, con un’ampia popolazione musulmana. L’obiettivo? Trasformare l’area in un nuovo polo industriale del Paese, per diversificarne un’economia ancora troppo dipendente dall’export di gas e petrolio.

Cina e Oman hanno lo stesso obiettivo: arricchire l’area

Come avvenuto altrove nella regione, sembra che gli interessi del governo omanita e di quello cinese convergano, promettendo nei prossimi anni un afflusso di capitali provenienti da Pechino. Le finanze statali dell’Oman hanno subito il contraccolpo dell’abbassamento dei prezzi del greggio, rendendo necessaria la ricerca di capitali stranieri per lo sviluppo di nuove aree industriali e la creazione di nuovi posti di lavoro. Quello di Duqm è senza dubbio il progetto più ambizioso. Per la Cina, invece, il progetto si inserisce nell’iniziativa della Nuova via della Seta, un piano funzionale alla creazione di canali di investimento sulle vie che passano per l’Asia e arrivano in Europa. 

La base operativa di Pechino per operare nel Golfo: 10,7 miliardi

Quella di Duqm, vista la sua posizione strategica, puo’ essere potenzialmente una base operativa per Pechino, in grado di facilitare le esportazioni nel Golfo, nel subcontinente indiano e nell’Africa orientale. I numeri sono importanti: come afferma il direttore del consorzio, Ali Shah, le aziende cinesi sono pronte a investire a Duqm circa 10.7 miliardi di dollari nel corso dei prossimi anni. Una cifra enorme, che ammonterebbe a più della metà del totale degli investimenti diretti esteri dell’Oman. “Duqm non è come Jeddah o Dubai. E’ ancora vergine, ci vuole tempo per svilupparla. Ma noi del Wanfang pensiamo che il futuro di Duqm possa essere migliore di quello delle altre città del Golfo”, spiega alla Reuters Ali Shah.

“La forza di Duqm è la sua verginità”

Fino al 2009, solo l’1% degli investimenti diretti in Medio Oriente proveniva dalla Cina. Già nel 2015, con lo sviluppo della Nuova via della seta, questa quota era del 5%. Nel 2016, la Cina è stata il primo investitore del mondo arabo, impegnando circa 29.5 miliardi di dollari. I secondi investitori sono gli Stati Uniti, i cui investimenti però ammontano a 7 miliardi di dollari, nemmeno un quarto di quelli cinesi nello stesso anno. 

Allo stato attuale la zona di Duqm può contare su un piccolo porto, e presto verrà costruita una raffineria con capitali del Kuwait, oltre a una centrale petrolchimica. La Oman Wanfang vorrebbe sviluppare il suo progetto industriale su un’area di circa 11 kilometri quadrati. Il primo progetto, un complesso industriale per immagazzinare i materiali per le costruzioni dal valore di 138 milioni di dollari, dovrebbe essere completato entro 18 mesi. Entro cinque anni invece dovrebbero essere completate una centrale di metanolo, delle fabbriche di tubature, una azienda per l’assemblaggio di automobili e un hotel da 200 milioni di dollari. 

 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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