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In Sierra Leone correre in gruppo è roba da criminali. Per questo è stato vietato

Niente più jogging di gruppo in Sierra Leone: correre insieme agli amici per strada è stato vietato dalla polizia del Paese dell’Africa occidentale per ragioni di sicurezza e ordine pubblico. Le forze dell’ordine sostengono infatti di aver “osservato con sgomento che la gente ha l’abitudine di fare jogging in gran numero lungo le strade con cenni di minaccia, lanciando insulti, ostacolando il traffico, battendo sui veicoli, ascoltando musica ad alto volume e cercando di agguantare proprietà altrui”.

Da qui, il “divieto immediato”, firmato dal capo della polizia, Francis Alieu Munu, “in linea con i dettami costituzionali in merito di ordine pubblico e sicurezza”.

#Police in #SierraLeone ban jogging in the street. From now on you need police authorisation to jog. pic.twitter.com/cqvidTQW57

— Sabrina Mahtani (@Sabrina_Mahtani) 27 luglio 2017

Chi vuole continuare a correre per “ragioni di salute”, può farlo solo “negli spazi ricreativi o in spiaggia”, si specifica nella direttiva, che conclude minacciando che “qualunque gruppo di persone verrà trovato a fare jogging in strada senza autorizzazione sarà trattato secondo la legge”.

Se alcuni hanno riconosciuto che tra l’aumento della criminalità per strada e il traffico, la decisione non è poi così stravagante, in molti hanno dato voce alle proprie critiche, sottolineando come la pratica di correre insieme ha anche un valore sociale ed educativo.

“Solitamente ci ritroviamo con i giovani del vicinato nei fine settimana per fare jogging in spiaggia dove giochiamo a calcio e ritorniamo pacificamente”, ha sottolineato Mohamed Kamara, un impiegato di Freetwon, ricordando che non ci sono mai stati grandi incidenti causati da chi corre per strada. Senza contare, ha aggiunto, che questa attività ha aiutato a far cambiare strada a molti giovani violenti della comunità.

Della stessa opinione la celebrità televisiva Mamadu Lamarana Bah che dal suo profile Facebook ha definito la nuova restrizione una perdita di tempo per i poliziotti e una misura contro i giovani in una città che offre pochi spazi ricreativi. “Ritengo – ha dichiarato, citata dal Guardian – che ci sono questioni di sicurezza più serie alle quali si deve prestare attenzione”. “Ladri armati e violenza delle gang nelle comunità dovrebbero essere la preoccupazione, non questi giovani disarmati che si allenano durante i weekend”.

E dalla Campagna per i Diritti Umani e lo Sviluppo Internazionale (Chrdi), locale organizzazione non governativa, è arrivato l’appello alla polizia ad assicurarsi che il divieto rispetti il diritto nazionale e internazionale così come la libertà di riunione, invitando inoltre le forze dell’ordine a “trovare un modo per sostenere l’equilibrio di diritti e libertà con la sicurezza”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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