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In Spagna la caccia all'uomo si è conclusa. I morti, gli arrestati, le vittime

Younes Abouyaaqoub, il 22enne marocchino autore della strage sulla Rambla di Barcellona, è stato ucciso dalla polizia a Subirats, una cinquantina di chilometri a ovest del capoluogo catalano. Lo hanno confermato su Twitter i Mossos d’Esquadra, la polizia catalana.

Confirmem la mort de Younes Abouyaaqoub, abatut a l’incident de #Subirats pic.twitter.com/TD2r4mwCUW

— Mossos (@mossos) 21 agosto 2017

 

Il giovane indossava una cintura esplosiva finta e ha invocato Allah prima di morire. Inizialmente si era diffusa la notizia che il giovane fosse stato arrestato. Intanto appare ormai certo che l’imam di Ripoll Abdelbaki Es Satty, la mente degli attentati di giovedì scorso a Barcellona e a Cambrils, sia morto nell’esplosione della casa-santabarbara a Alcanar un giorno prima degli attacchi. 

La segnalazione arrivata da una sua vicina di casa

Secondo i media spagnoli, è stata una donna a riconoscere Younes Abouyaaqoub mentre il 22enne si avvicinava ad alcune abitazioni a Subirats. La donna gli ha urlato da lontano e l’uomo è fuggito tra i vigneti, dove è stato ucciso. I Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, in mattinata avevano diffuso un identikit e 4 foto dell’uomo ancora in fuga. Alto 1,80, pelle scura, capelli corti e forse con la barba, l’uomo è stato definito “pericoloso e probabilmente armato”.

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Dopo aver seminato morte per 500 metri lungo una delle strade più famose al mondo, il giovane è fuggito a piedi nascondendosi nei banchi del mercato della Boqueria, a quell’ora già chiuso, come mostrano le registrazioni delle telecamere che lo hanno immortalato. 

 

Fermata tutta la cellula jihadista

Con la morte di Abouyaaqoub, l’ultimo dei fuggitivi, la polizia catalana ha detto conclusa la caccia all’uomo e che la Spagna è al sicuro dalla cellula terroristica autrice della strage del 17 agosto. Conclusa la caccia, non le indagini, che dureranno ancora per mesi. Qui gli altri.   

 

Gli attentatori uccisi a Cambrils il 18 agosto

  • Moussa Oukabir. Segnalato da suo fratello come la persona che gli ha rubato i documenti
  • Mohamed Hichamy. Implicato nel noleggio dei veicoli
  • Omar Hichamy. Fratello (minore) di Mohamed Hichamy
  • Said Aalla. La sua carta di credito viene trovata sul furgoncino Kangoo abbandonato a Cambrils
  • Houssaine Abouyaaqoub. Fratello (minore) di Younes Abouyaaqoub.

I due morti nell’esplosione di Alcanar

  • Mohamed Houli Chemlal.  Arrestato e ferito il 16 agosto 2017. Possibile che abbia manipolato gli esplosivi. Nella casa distrutta sono stati ritrovati reperti biologici che potrebbero appartenere a tre persone.
  • Youssef Aalla. è morto nella villetta di Alcanar nell’esplosione del 16 agosto
  • Abdelbaki Es Satty.  Imam di Ripoll. Possibile la sua presenza ad Alcanar ​

Gli arrestati

  • Driss Oukabir.  Si consegna alla polizia. Denuncia che suo fratello Moussa gli ha rubato i documenti
  • Mohammed Aalla. Si consegna alla polizia. Proprietario dell’Audi A3
  • Mohamed Houli Chemlal.  In carcere e ferito il 16 agosto 2017 ad Alcanar
  • Salh El Karib. Gestisce un locale che offre servizi di telefonia e collegamenti Internet a Ripoll

La loro radicalizzazione non sarebbe recente

Secondo un cugino di quattro dei componenti la cellula, “è sbagliato” dire che la radicalizzazione dei terroristi sia avvenuta di recente, perchè alcuni di loro incontravano l’imam da almeno un anno, e poi per strada facevano finta di non conoscersi. Secondo il racconto pubblicato da El Pais, l’imam si riuniva regolarmente con Mohamed Hichamy, con suo fratello Omar, con Moussa Oukabir e con Youssef Aalla. 

 

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“Si vedevano in un furgone e vi restavano per due ore o più”, ha raccontato. “A giugno, durante il Ramadan, non hanno più avuto paura di morire, credo che in quel momento hanno saputo quello che avrebbero dovuto fare. Da quel momento hanno iniziato a essere più carini con le loro madri e con le famiglie”, ha assicurato. Un comportamento che sarebbe tipico tra i giovani radicalizzati prima di un attentato. 

 

L’elenco definitivo delle vittime degli attentati, prezzo alto pagato dall’Italia

Intanto sono state identificate tutte e 15 le vittime degli attentati, 14 persone uccise a Barcellona e una a Cambrils. Sono 6 spagnoli, 3 italiani, 2 portoghesi, una belga, uno statunitense, un canadese e un australiano. La polizia ha confermato la 15esima vittima, Pau Perez, il proprietario della macchina che Younes Abouyaaqoub, ha sequestrato nel quartiere universitario dopo essere fuggito dalla scena della strage. Durante la fuga Abouyaaqoub forzò un posto di blocco sulla Meridiana e poi lasciò l’auto per proseguire a piedi. 

  • Tre italiani: Bruno Gulotta di Legnano, 35 anni, Luca Russo di Bassano del Grappa, 25enne, e l’italo-argentina di 80 anni Carmen Lopardo
     
  • Un bambino di sette anni, Julian Cadman, di origine britannica ma cittadino australiano, la cui morte è stata confermata domenica.
     
  • Un bambino spagnolo di tre anni con lo zio e la madre.
     
  • Una donna spagnola di 75 anni. 
     
  • Un’argentina-spagnola di 40 anni, Alejandra Pereyra
     
  • La belga 44enne Elke Vanbockrijck, madre di due figli. 
     
  • Una donna portoghese di 74 anni e la nipote ventenne.
     
  • Un americano in luna di miele, Jared Tucker di 42 anni. 
     
  • Un nonno canadese, Ian Moore Wilson.
     
  • Una 61enne di Saragozza, Ana Maria Suarez, è l’unica vittima dell’attentato di Cambrils: è stata accoltellata al volto da un terrorista in fuga.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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