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In Turchia quasi diecimila arresti: via rettori, dipendenti pubblici e imam

Dopo il golpe fallito, continuano le purghe di Erdogan: chieste le dimissioni di 1500 rettori, 500 imam, sospesi 15mila insegnanti e revocate le licenze a media pro-Gulen.

Erdogan: “Gulen come Bin Laden”
19/07/2016 –

A quattro giorni dal golpe fallito, Erdogan continua con la sua crociata contro i presunti supporter dell’azione militare, legati all’imam Fethullah Gülen, paragonato da Erdogan a Osaba Bin Laden. Dopo esponenti dell’esercito e della magistratura, oggi nel mirino sono finiti i 1577 rettori di tutte le università della Turchia, le cui dimissioni sono state chieste dal Consiglio per l’educazione superiore.

Le epurazioni hanno colpito anche la scuola pubblica, con oltre 15mila tra impiegati, funzionari ministeriali e insegnanti sospesi con effetto immediato e iscritti come indagati in un’inchiesta dello stesso ministero dell’Istruzione. I dipendenti pubblici epurati vanno ad aggiungersi ai quasi 9mila cacciati dal ministero dell’Interno e ai 2400 appartenenti ad altri dicasteri.

Problemi anche per gli esponenti religiosi, con la Diyanet, massima autorità islamica che dipende dallo Stato, che ha annunciato l’allontanamento di 492 dipendenti – tra cui docenti di religione e imam – per sospetti legami con la rete di Gülen. La stessa Diyanet ha anche fatto sapere che non concederà lo svolgimento dei funerali islamici per i golpisti uccisi.

Il Consiglio supremo radiotelevisivo della Turchia (Rtuk) ha poi annullato le licenze a «tutte le emittenti di radio e televisione che hanno dato sostegno ai cospiratori golpisti». Una decisione che non nomina esplicitamente alcun media, lasciando spazio a una pericolosa interpretazione estensiva da parte delle autorità.

http://www.lastampa.it/2016/07/19/esteri/turchia-forte-esplosione-nel-centro-di-ankara-Rh44BSaerBDjZmAzUyoxVK/pagina.html

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