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In Ungheria in vigore la nuova legge, arrestati 367 migranti

(AGI) – Budapest, 16 set. – Sono stati 367 i migranti riusciti a entrare in Ungheria, martedi’, dopo l’entrata ni vigore della nuova, piu’ dura legge anti-immigranti e sono stati tutti fermati dalla polizia. Dei 367, hanno fatto sapere le autorita’, 316 sono accusati di aver danneggiato la barriera di filo spinato eretta alla frontiera serba e 51 per averla semplicemente attraversata, reati per i quali rischiano rispettivamente 5 e 3 anni di carcere. Lunedi’, ultimo giorno prima dell’entrata in vigore della nuova legge che prevede l’arresto, il processo per direttissima e l’espulsione per chi entra illegalmente nel Paese, erano entrati nel Paese 9.380 migranti, un numero record secondo la polizia.

Il prossimo 22 settembre si terra’ una nuova riunione dei ministri dell’Interno Ue per discutere l’emergenza profughi: lo ha fatto sapere la presidenza lussemburghese all’indomani della riunione senza successo di lunedi’, nel giorno in cui il cancelliere Angela Merkel ha chiesto un Consiglio straordinario per affrontare la crisi. “E’ un problema europeo e la crisi deve essere risolta dall’Ue nel suo insieme”. Il presidente del Consiglio, Donald Tusk, fara’ sapere giovedi’ se si terra’. L’Ue e’ sempre piu’ sfilacciata. L’Ungheria ha chiuso il confine con la Serbia e sta pensando di estendere il “muro” anti-migranti anche al confine con la Romania, oltre a quello con la Serbia. La polizia magiara ha gia’ arrestato 174 rifugiati dopo la mezzanotte, quando e’ entrata in vigore la nuova, piu’ dura legge anti-migranti. Intanto Budapest ha preso in esame 16 richieste di asilo e le ha respinte tutte nel giro di poche ore. Il governo ungherese ha anche dichiarato lo stato d’emergenza in due contee al confine con la Serbia. E intanto l’Austria ha annuncia che ripristinera’ i controlli alle frontiere, anche con l’Italia.

Centinaia di migranti continuano a premere sulla barriera che interrompe l’autostrada a Horgos, al confine tra Serbia e Ungheria, e molti di loro hanno iniziato uno sciopero della fame. Belgrado sta cercando di convincere le autorita’ magiare a farli passare: “E’ un sistema di ricadute…se i migranti non possono andare da qualche parte, c’e’ la realistica possibilita’ che vengano nella nostra direzione”, ha dichiarato Zlatko Sokolar, capo dell’amministrazione di frontiera del ministero dell’Interno. Al momento il confine di 325 chilometri con la Serbia e’ tranquillo, ha aggiunto, senza tentativi di attraversamento; i media croati, in ogni caso, hanno gia’ messo in guardia sul pericolo mine, quelle risalenti alle guerre degli anni ’90. Ci sono 5.000 migranti, per lo piu’ siriani, ammassati anche a Edirne, in Turchia, da dove sperano di raggiungere via terra la frontiera con la Grecia nonostante il blocco imposto da Ankara. In 250 sono radunati presso l’autostazione della citta’ mentre altri hanno provato a raggiungere la stazione ferroviaria o si sono diretti attraverso i campi verso il valico di frontiera di Pazarkapi, distante cinque chilometri, per eludere i controlli della polizia turca. Intanto almeno 26 persone, tra cui 4 bambini e 11 donne, sono morte nel naufragio di un barcone partito dalla Turchia e diretto all’isola greca di Kos. Insomma, una situazione sempre piu’ caotica. Per questo La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha chiesto la convocazione di un summit speciale Ue per la prossima settimana. Per far fronte alla crisi migranti, “bisogna tornare indietro allo spirito europeo”, ha aggiunto, sottolineando di non voler fare minacce. Di fronte alla dura opposizione di quattro Stati membri dell’Est alle quote di ridistribuzione dei migranti, il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maiziere, in mattinata aveva infatti proposto di aumentare la pressione, tagliando loro i fondi Ue. “Le minacce non sono il modo per arrivare a un accordo”, ha tagliato corto la Merkel. La crisi deve essere risolta insieme. Italia, Grecia e Ungheria in particolare devono pero’ allestire rapidamente i centri per l’identificazione dei migranti. (AGI) .

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