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Indagato il guru della macrobiotica Mario Pianesi, la sua una setta che schiavizzava gli adepti

Cinque indagati, propagandavano l’alimentazione alternativa come terapia contro malattie altrimenti incurabili.

Mario Pianesi –

Pubblicato il 14/03/2018 –

Mario Pianesi, il guru dell’alimentazione macrobiotica, fondatore di un impero fatto di corsi, ristoranti, punti vendita e aziende agricole, è indagato nell’ambito di un’indagine condotta dalla polizia di Stato di Ancona e coordinata dalla Dda, che contesta a lui e ad altre quattro persone i reati di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, maltrattamenti, lesioni aggravate ed evasione fiscale. Secondo gli inquirenti manipolava i seguaci della sua dieta, spesso in condizioni di fragilità psicologica, fino a gestirne l’intera vita e a pretendere da loro donazioni di denaro. Una «psico-setta» attiva tra le Marche e l’Emilia-Romagna che propagandava l’alimentazione alternativa come terapia contro malattie altrimenti incurabili.

Da benefattore a indagato

Pianesi , considerato il precursore della macrobiotica in Italia, era nato a Tirana. Non aveva studiato medicina, si era fermato alla terza media, vantava una laurea ad honorem in Medicina conseguita all’Accademia delle scienze della Mongolia. Il suo movimento conta 90mila associati in Italia e una catena di oltre cento punti vendita e ristoranti, che l’associazione Upm, Un punto macrobiotico, riforniva in modo esclusivo di alimenti, saponi, senza dichiarare nulla al Fisco.

Secondo l’accusa plasmava un «asservimento totale delle vittime» attraverso un «rigido stile di vita, attraverso le cosiddette diete Ma.Pi (dal suo nome), in numero di cinque (gradualmente sempre più ristrette e severe) e le lunghe conferenze da lui tenute, durante le quali si parlava per ore della forza salvifica della sua dottrina alimentare». Tutta la vita degli adepti «era gestita dal maestro, che si avvaleva dei suoi collaboratori prescelti, facenti parte della “segreteria”, che attraverso i cosiddetti “capizona” e “capicentri” in varie parti d’Italia, all’interno dei Punti Macrobiotici, riusciva a manovrare a suo piacimento l’intero settore macrobiotico».

Adepti indotti a lasciare il lavoro, una giovane costretta a dimagrire di 23 kg

Gli adepti, come emerso dalle indagini, venivano convinti ad abbandonare il loro lavoro e in genere ad abiurare la precedente vita e a «lavorare» per l’associazione quale ringraziamento per il messaggio salvifico ricevuto; di fatto si trattava di sfruttamento, costretti a lavorare per molte ore e, nella migliore delle ipotesi, sottopagati. Una vittima della setta era arrivata a pesare 35 chili dopo essersi sottoposta al ferreo regime alimentare imposto dalle diete Ma.Pi. Secondo quanto si è appreso, la giovane quando ha deciso di intraprendere la dieta non aveva problemi di peso ma è stata comunque sottoposta ad un dieta da fame giungendo ad essere sottopeso.

Le indagini erano state avviate nel 2013 dopo la denuncia di una ragazza, in passato vittima della setta e che ha raccontato di aver creduto ai racconti sui benefici «miracolosi» della dieta. All’operazione hanno collaborato le Squadre mobili di Ancona e Forlì, supportate dalla Squadra Anti Sette del Servizio centrale operativo della polizia di Stato

http://www.lastampa.it/2018/03/14/italia/cronache/setta-macrobiotica-schiavizzava-gli-adepti-a-capo-un-noto-imprenditore-del-settore-1yQX6jQ9AQ6b9NNmCNLEOO/pagina.html

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