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Indagine a Potenza, nel Governo scoppia il caso Guidi

Roma – L’inchiesta in Basilicata getta nel caos il governo Renzi. Arresti e perquisizioni hanno coinvolto politici locali e imprenditori.Tra questi c’è Gianluca Gemelli, commissario di Confindustria Siracusa e compagno del ministro delle Attivita’ produttive, Federica Guidi.

Gemelli e’ indagato dalla Procura di Potenza per corruzione e traffico illecito di influenze. Per gli inquirenti, Gemelli avrebbe goduto in quest´ultimo caso, di una posizione di riguardo e di benevolenza nell’ambito dei rapporti commerciali con la societa’ Total. Nell’ambito dell’inchiesta, e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari dalla polizia di Stato un consigliere comunale del Pd di di Corleto Perticara (Potenza), gia’ sindaco dello stesso Comune e gia’ assessore alla Provincia di Potenza con delega all’Edilizia Scolastica e alla Pubblica Istruzione.I poliziotti della Squadra mobile di Potenza hanno inoltre notificato il divieto di dimora nel Comune di Corleto Perticara all’ex vicesindaco dello stesso Comune e il divieto di esercizio di attivita’ imprenditoriale e di uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per la durata di 6 mesi al titolare di una societa’ a responsabilita’ limitata affidataria della gestione di una casa di riposo, e dell’amministratore di una societa’ di Matera.

Questo filone di indagine riguarda piu’ specificamente reati contro la pubblica amministrazione, da parte degli allora sindaco, vice sindaco, e di alcuni ex assessori ed ex consiglieri del Comune di Corleto Perticara a danno e in altri casi a vantaggio di vari imprenditori interessati al progetto per lo sfruttamento del giacimento petrolifero “Tempa Rossa”, in fase di realizzazione nei territori dei Comuni di Corleto Perticara, Guardia Perticara e Gorgoglione. La tranche di indagini riguardante piu’ in particolare il presunto traffico di rifiuti e’ stata sviluppata dai carabinieri del Nucleo Tutela Ambiente, che nelle province di Potenza, Roma, Chieti, Genova, Grosseto e Caltanissetta, hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesse dal GIP del Tribunale di Potenza, nei confronti di funzionari e dipendenti dell’Eni del Centro Olio Val d’Agri di Viggiano (Potenza), e un divieto di dimora nei confronti di un dirigente regionale. 

Eni prende atto dei provvedimenti adottati dall’autorita’ giudiziaria nell’ambito di uno dei due filoni di indagine condotti dalla Procura di Potenza sulle attivita’ di produzione di idrocarburi in Val d’Agri. Il filone di indagine che coinvolge alcuni dipendenti Eni e’ relativo a tematiche ambientali legate all’attivita’ produttiva del Centro Oli di Viggiano e ha comportato oggi l’esecuzione di misure cautelari nei confronti di alcuni dipendenti del centro e il sequestro di impianti funzionali all’attivita’ produttiva dello stesso. Eni, si legge in un comunicato, ha provveduto alla sospensione temporanea dei lavoratori soggetto dei provvedimenti cautelari e sta completando ulteriori verifiche interne.
Per quanto riguarda l’attivita’ produttiva in Val d’Agri, che al momento e’ sospesa (75.000 barili al giorno), Eni conferma, “sulla base di verifiche esterne commissionate dalla societa’ stessa, il rispetto dei requisiti di legge e delle best practice internazionali”. In tal senso Eni richiedera’ la disponibilita’ dei beni posti oggi sotto sequestro e continuera’ ad interloquire con la magistratura, cosi’ come avviene da tempo sul tema, assicurando la massima cooperazione. 

Le opposizioni chiedono dimissioni ministri Guidi e Boschi – “Scandalo ‘Tempa Rossa’ a Potenza. Si dimettano i ministri Guidi e Boschi. La misura e’ colma, si devono vergognare e andare a casa subito”. Cosi’ i capigruppo M5s di Camera e Senato, Michele Dell’Orco e Nunzia Catalfo. Non solo: anche la Lega nord chiede le dimissioni della ministra Guidi insieme a quelle della ministra Boschi e del presidente del Consiglio Matteo Renzi. 
Sinistra Italiana, invece, secondo quanto si apprende, “e’ in attesa di conoscere ulteriori elementi e sviluppi dell’indagine in Basilicata” ma non esclude, nelle prossime ore, “una raccolta di firme su un testo di mozione di sfiducia alla ministra Guidi da proporre ad altri gruppi di opposizione”. 
Il deputato M5S Danilo Toninelli afferma: “Renzi chieda scusa e le faccia dimettere entrambe!”. E il collega senatore Gianluca Castaldi insiste: “Guidi go home”. 
Per la Lega, e’ il capogruppo al Senato Gian Marco Centinaio a spiegare che “stando agli atti, per il governo si profilano responsabilita’ gravissime. Guidi, Renzi e Boschi devono rassegnare subito le proprie dimissioni. Ogni giorno appare chiaro che piu’ che un esecutivo abbiamo a che fare con un comitato d’affari che utilizza la cosa pubblica per gli interessi privati delle rispettive famiglie. Prima Banca Etruria ora Tempa Rossa: con emendamenti o in consiglio dei ministri invece che degli interessi dei cittadini si occupano di risolvere questioni ‘aziendali’. E’ una vergogna! A casa subito”.
Il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, punta il dito soprattutto contro Matteo Renzi: “Lo scandalo Guidi? E’ l’ennesimo, mostruoso conflitto d’interesse di questo governo. Piu’ che Guidi o Boschi la vera responsabilita’ e’ quella di Matteo Renzi. E’ lui che deve dimettersi. Al confronto Berlusconi era un principiante”. (AGI) 

 

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