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India, il premier Modi: Basta stupri, famiglie educhino i figli maschi al rispetto delle donne

NEW DELHI – L’orrore degli stupri, la tragedia dei feticidi di bambine ancora nel ventre e la vergogna della mancanza di gabinetti in molte case indiane hanno caratterizzato in chiave fortemente sociale il discorso che il premier indiano Narendra Modi ha pronunciato oggi a New Delhi in occasione della celebrazione del 68/o anniversario dell’indipendenza nazionale.
 
Indossando un vistoso turbante rosso, il premier si è rivolto ai connazionali, come è tradizione, dal Red Fort, non nascondendo i gravi problemi che l’India deve affrontare per svolgere il suo ruolo di grande potenza a livello internazionale. In uno dei passaggi principali dedicato all’economia, Modi ha rivolto un appello ai Paesi del mondo “a venire a produrre in India”, raccomandando agli indiani di “garantire la qualità dei prodotti fabbricati, dal primo all’ultimo”.Affrontando quindi la spinosa questione della violenza contro le donne, Modi non ha esitato a sostenere che “la Nazione sprofonda in una enorme vergogna ogni volta che avviene uno stupro”. E’ necessario, ha sottolineato, “uno sforzo educativo da parte delle famiglie” nei confronti dei figli maschi, al rispetto dell’altro sesso.
 
L’ultimo caso che ha scosso il paese, la violenza su una bimba di 6 anni, è avvenuto a fine luglio.
Soffermandosi quindi sul preoccupante squilibrio nel rapporto fra uomini e donne in India, il premier si è di nuovo rivolto alle famiglie, chiedendo loro “di non sacrificare le figlie femmine” ed ai medici di “non farsi mai complici di feticidio”.Infine, Modi ha affrontato la questione della mancanza di gabinetti in molte case indiane. “Vi sembrerà inopportuno che io parli di questo tema dal Forte Rosso nel giorno dell’indipendenza – ha osservato – ma non si può più sopportare che in molti villaggi indiani bambine e donne anziane debbano attendere il buio per poter uscire e poter potersi liberare, non avendo un gabinetto in casa”.
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Protagonisti:
Narendra Modi

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