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Infermiera fingeva di vaccinare i bambini e invece gettava le fiale

Fingeva di fare i vaccini ma in realtà buttava via le fiale. Una pratica andata avanti da febbraio a giugno dello scorso anno nella l’Asl 2 di Treviso e dove adesso un’infermiera è al centro di un procedimento disciplinare. A destare dubbi nei colleghi il fatto che i bambini non piangessero durante le iniezioni. Sul caso avevano indagato Nas e la Procura di Treviso, ma c’era stata una prima archiviazione; i magistrati stanno valutando ora se riaprire un fascicolo. L’azienda sanitaria ha dovuto richiamare 500 pazienti per completare correttamente le procedure di vaccinazione. 

La ricostruzione della vicenda

  • Giugno 2016: la direzione dell’azienda sanitaria riceve la segnalazione di alcuni suoi operatori che sospettano che una collega – da poco arrivata a Treviso con concorso di mobilità – non esegua correttamente le vaccinazioni. I dubbi portano a una denuncia al comando dei carabinieri del Nas di Treviso.
  • Nei mesi successivi, a causa del vincolo al rispetto dell’obbligo del segreto istruttorio, l’azienda sanitaria è impossibilitata a svolgere azioni che possano interferire col corso delle indagini. L’unico provvedimento che può portare avanti è il trasferimento dell’infermiera ad altro incarico.
  • Marzo 2017: arriva la richiesta di archiviazione del procedimento da parte del Pubblico Ministero, “in assenza di ulteriori elementi a carico”, e il decreto d’archiviazione da parte del Giudice delle indagini preliminari. Finite l’indagini l’Asl 2 del Veneto, non più vincolata agli obblighi verso il procedimento penale, avvia una serie di valutazioni sierologiche.
  • 10 aprile 2017: in seguito agli accertamenti, la Direzione del Dipartimento di Prevenzione ritiene di avere elementi sufficienti per ritenere che l’assistente sanitaria non abbia eseguito tutte le vaccinazioni che avrebbe dovuto effettuare. Il caso è segnalato alla Procura della Repubblica e al proprio Ufficio Provvedimenti Disciplinari.

La Direzione sanitaria ritiene che si sia configurata una grave violazione dei doveri professionali e degli obblighi assistenziali. Il Dipartimento di Prevenzione ha quindi contattattato tutti i cittadini interessati (circa 500), adulti e bambini, e ha organizzato delle giornate vaccinali straordinarie e mirate per varie patologie, i giorni 24 e 28 aprile, 2 e 6 maggio per offrire la possibilità di completare correttamente la procedura. Come prevedono le indicazioni nazionali e internazionali, infatti, se non vi è la certezza che una vaccinazione sia stata eseguita correttamente, la dose deve essere ripetuta. Ripetendo la dose, quindi, può essere garantita quella protezione elevata e a lungo termine che è assicurata da un ciclo vaccinale correttamente eseguito.  

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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