TwitterFacebookGoogle+

Informazione e media, cartoline dal futuro  

“Sono le storie originali, gli approfondimenti, il giornalismo investigativo ad attirare gli abbonamenti. I lettori non sono stupidi, sanno che il giornalismo di qualità ha un prezzo. E per averlo sono disposti a pagarlo”. Quello di Jeff Bezos, fondatore di Amazon e proprietario dal 2013 del Washington Post, era l’intervento più atteso a “The future of newspapers”. All’evento conclusivo dei festeggiamenti dei 150 anni del quotidiano torinese La Stampa ha partecipato insieme ad imprenditori, direttori, amministratori delegati di media company di tutto il mondo ad una serie di panel dove si è discusso del futuro di una professione e di un business tra quelli che maggiormente hanno sofferto dell’avvento del digitale. 

“Internet è un dono per i giornalisti” (Bezos) 

Eppure per Bezos “Internet è stato un grande dono per svolgere la professione giornalistica. Quando nel 2013 sono entrato al Washington Post, il team era pronto al cambiamento. Non volevamo toccare i principi del Post, semmai occorreva far capire che internet aveva invertito un magnifico modello di business ed era quindi giunto il tempo di sperimentare in modo rapido, rischiando anche di fallire”.

“Storie originali e inchieste unico modo per vendere copie” (Bezos) 

Ma cosa può garantire un futuro al giornalismo? “Sono le storie originali, gli approfondimenti, il giornalismo investigativo ad attirare gli abbonamenti. I soli ricavi della pubblicità non possono mantenere un giornale. Per sopravvivere con i proventi della pubblicità servirebbe una struttura estremamente snella, che si limiti a riscrivere in maniera intelligente il materiale prodotto da qualcun altro, rinunciando ai contenuti originali. Non credo sia questa la via giusta. La nostra missione, al contrario, è continuare a scrivere notizie sugli eventi importanti e per fare questo bisogna puntare sulla redazione, sui contenuti originali scritti dai nostri giornalisti”. 

“Il giornale di carta come un bel cavallo, ma per pochi” (Bezos) 

La carta durerà, magari fino al 2025, poi cambierà natura: “Un giorno  non ci saranno più o quasi copie di carta per la grande distribuzione e il giornale stampato diventerà un prodotto di lusso, un bell’oggetto, magari da mettere in mostra con gli amici. Come un bel cavallo, lo si possiede, non lo si usa piu’ come mezzo di trasporto” ha concluso. 

“Le fake news sono la cosa migliore che poteva capitarci” (Ghosh, Hindustan Times)

Ma Bezos non è stato l’unico dei big, in questo caso del giornalismo, ad intervenire all’evento de La Stampa. “Le notizie false sono la cosa migliore che poteva capitarci. Le persone adesso cercano di tornare a fonti piu’ affidabili, cominciano a selezionare di piu’ e per chi diffonde notizie verificate questo è un bene”. Ha detto il direttore del giornale indiano Hindustan Times, Bobby Ghosh. A proposito di controllo delle fonti, Lionel Barber, direttore del Financial Times ha detto che “Da direttore dico sempre ai miei giornalisti che prima di scrivere una notizia almeno due fonti devono coincidere, anche se una di queste proviene dalla Casa Bianca”. 

“Twitter? Tra strumenti più pericolosi in circolazione” (Barber, Financial Times)

“Secondo me i social devono assumersi maggiori responsabilità per quello che viene pubblicato sulle loro piattaforme”. Così il direttore del Financial Times, Lionel Barber, intervenuto alla prima tavola rotonda dell’incontro internazionale sul futuro dell’editoria, a proposito del ruolo dei social media nella comunicazione. Barber ha definito Twitter “uno degli strumenti piu’ pericolosi in circolazione, perchè incoraggia le persone a essere sarcastiche”. Per il direttore di Hindustan Times Bobby Ghosh “Facebook è un male necessario” mentre per la direttrice di The Huffington Post Lydia Polgreen “è molto difficile essere cinica verso gli strumenti social, che permettono a milioni di persone di avere accesso alle informazioni”.

“I giornali del futuro saranno flessibili, e creativi (Thomson, News Corp)

“Il modello del futuro saranno aziende editoriali flessibili e creative, ma nello stesso tempo consapevoli dell’importanza dei valori”. Lo ha detto Robert Thomson, Ceo di News Corp. “Per contrastare Facebook e Google ed evitare che sottraggano pubblicità ai giornali, è necessario produrre notizie di qualità, vere e verificate, così da ampliare il pubblico di lettori”. Così Tsuneo Kita, presidente di Nikkei, il più grande giornale finanziario al mondo. “In Giappone – ha aggiunto Kita – l’influenza di Facebook e Google è decisamente minore rispetto al mondo occidentale. Basti pensare che circa il 60% dei nostri ricavi deriva dagli abbonamenti e solo il 40% dalla pubblicità”.  

“Giornalismo fidato per un futuro roseo” (Elkann, La Stampa) 

“Il giornalismo fidato deve trovare un numero crescente di lettori fedeli e paganti” ha detto invece nel suo intervento John Elkann. “Se si ottiene questo il futuro sarà roseo”. Per quanto riguarda invece la fusione dei gruppi de La Stampa e Repubblica (Itedi e L’Espresso, la newco si chiamerà Gedi) ha detto: “Speriamo entro la prossima settimana di concludere il closing per Gedi con il gruppo Espresso. Gedi avrà diverse testate tutte autonome ma avranno dei fattori in comune condividendo costi e tecnologia e gli investimenti fatti andranno a vantaggio di tutte le testate”.

“Non vogliamo aiuti di Stato, né sovvenzioni” (De Benedetti, L’Espresso)

“Non vogliamo aiuti di Stato e sovvenzioni, è necessario trovare il modo di continuare a essere redditizi, perchè se il mondo dell’informazione muore, a morire non è solo un settore industriale ma una funzione essenziale del mondo democratico”. Lo ha detto il presidente del gruppo editoriale Gedi e de L’Espresso, Carlo De Benedetti, che ha chiuso i lavori della conferenza sul futuro del giornalismo internazionale.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.