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Ingerenze cattoliche in parlamento

On.le Presidente Boldrini,

apprendiamo dalla stampa che l’ambulatorio della Camera dei Deputati è stato affidato alla sanità cattolica, quella stessa sanità cattolica che ha depredato la sanità pubblica con la complicità della classe politica, e che si permette di trasgredire impunemente le legislazioni nazionali e regionali in spregio al Principio di Laicità.
Apprendiamo che due deputate hanno chiesto assistenza ginecologica prevista dalla legislazione nazionale e regionale e che si sono viste opporre il rifiuto dei medici presenti nella struttura i quali hanno illegittimamente invocato l’obiezione di coscienza in riferimento alla prescrizione di un farmaco.
L’episodio è di una gravità estrema se si pensa che la violazione dei diritti umani si è consumata proprio nei luoghi dove le massime rappresentanze istituzionali dovrebbero garantire il rispetto dei principi Costituzionali quali il Diritto alla Salute e il Diritto all’Autodeterminazione.
Democrazia Atea già da tempo ha offerto assistenza legale gratuita contro i medici che si rifiutano di adempiere al loro dovere, e sicuramente le deputate vittime dei reati commessi dai medici dell’ambulatorio della Camera, valuteranno autonomamente se agire in sede penale, atteso che i reati, per quanto è dato sapere, sono perseguibili a querela di parte.
E’ noto ai più che Lei è cattolica e che il Suo cattolicesimo ha già travalicato i limiti della decenza istituzionale quando ha ipotizzato una visita del monarca Bergoglio in Parlamento, o quando, in qualità di Presidente della Camera dei Deputati, ha richiamato i valori di Francesco d’Assisi, venerato nella Sua setta, come se fossero universali e condivisibili da tutti.
Ci consta che l’articolo 3 della nostra Costituzione non è stato ancora soppresso e che il Vaticano, con tutte le sue ingerenze, resta pur sempre uno Stato extracomunitario.
Democrazia Atea chiede, senza riserve, che la legge sia rispettata all’interno del Parlamento italiano e che i medici che ivi hanno commesso reati, anche se perseguibili a querela di parte, siano immediatamente allontanati.
Auspichiamo inoltre una indagine conoscitiva sulle motivazioni in forza delle quali sia stata soltanto una organizzazione cattolica a rispondere alla gara d’appalto per la gestione dell’ambulatorio ed inoltre come sia stato possibile che le limitazioni religiose oscurantiste di cui la setta cattolica è portatrice, abbiano potuto avere ingresso nell’epicentro delle Istituzioni democratiche repubblicane.
La Segreteria Nazionale
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