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Inquisizione, perché Vito Mancuso rischierebbe il rogo

Inquisizione, perché Vito Mancuso rischierebbe il rogoL’inquisizione è sempre fra noi

Ha detto Vito Mancuso, il noto teologo italiano, che il Catechismo andrebbe riscritto. “Non credo più a quello che scrive il catechismo”, ha sostenuto. Nientemeno!

Lo ha detto l’altra sera da Fazio, a proposito del male permesso da Dio, riferendosi in modo particolare agli articoli 311 e 412 del Catechismo della Chiesa Cattolica.

Di seguito il testo dei due articoli:

311
Gli angeli e gli uomini, creature intelligenti e libere, devono camminare verso il loro destino ultimo per una libera scelta e un amore di preferenza. Essi possono, quindi, deviare. In realtà, hanno peccato. E’ così che nel mondo è entrato il male morale, incommensurabilmente più grave del male fisico. Dio non è in alcun modo, né direttamente né indirettamente, la causa del male morale [Cf Sant’Agostino, De libero arbitrio, 1, 1, 1: PL 32, 1221-1223; San Tommaso d’Aquino, Summa teologiae, I-II, 79, 1]. Però, rispettando la libertà della sua creatura, lo permette e, misteriosamente, sa trarne il bene:
Infatti Dio onnipotente. . ., essendo supremamente buono, non permetterebbe mai che un qualsiasi male esistesse nelle sue opere, se non fosse sufficientemente potente e buono da trarre dal male stesso il bene [Sant’Agostino, Enchiridion de fide, spe et caritate, 11, 3].
412
Ma perché Dio non ha impedito al primo uomo di peccare? San Leone Magno risponde: “L’ineffabile grazia di Cristo ci ha dato beni migliori di quelli di cui l’invidia del demonio ci aveva privati” [San Leone Magno, Sermones, 73, 4: PL 54, 396]. E san Tommaso d’Aquino: “Nulla si oppone al fatto che la natura umana sia stata destinata ad un fine più alto dopo il peccato. Dio permette, infatti, che ci siano i mali per trarre da essi un bene più grande. Da qui il detto di san Paolo: “Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia” ( Rm 5,20 ). E il canto dell’Exultet: “O felice colpa, che ha meritato un tale e così grande Redentore!”” [San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, III, 1, 3, ad 3].

La Congregazione per la Dottrina della Fede

Ora, anche se la Santa Inquisizione è stata abolita, o meglio passando per il Sant’Uffizio è diventata Congregazione per la Dottrina della Fede, occorre ricordare che per molto meno fior di teologi ed eresiarchi di grande prestigio sono stati mandati al rogo senza pietà e soprattutto senza remissione di peccati.

Inoltre, più vicino nel tempo, illustri e affermati teologi sono stati rimossi dalle rispettive cattedre per essersi discostati appena un po’ dal comune sentire della Chiesa. Potenza dell’inquisizione!

Se ne può concludere, a piacere, che, o le cose oltre Tevere stiano cambiando, oppure che Vito Mancuso abbia dei santi in paradiso, e che santi!, altrimenti le cose che dice non potrebbe dirle, ne sei convinto?

In ogni caso, viene da dire, buon per lui!

Sorry, di quale Chiesa parliamo?

Resta però legittima la domanda: ma di quale Chiesa parla Mancuso? Perché di quella, o della dottrina della quale lui adombra i connotati con tanta passione, non sembra esserci traccia.

A meno che non intenda riferirsi alla Chiesa che verrà… Ah, sì, vabbe’, ma in questo caso è appena opportuno ricordargli che già tanti altri prima di lui l’hanno auspicata, ma per adesso c’è soltanto quella che vediamo, ancora fortemente legata all’idea della Santa inquisizione.

E’ presto quindi per tirare la conclusione che l’inquisizione abbia mollato, per così dire, le redini e lasci correre? Sì, resta un sogno.

E tuttavia, penserai, quel parlare semplice di Papa Francesco, quel suo lasciarsi andare con i giornalisti in chiacchiere da persona comune, non lascerebbe pensare che la Chiesa abbia intenzione di mettere da parte quel suo fare paludato, non è così?

Forse sì, ma forse anche no, meglio muoversi in queste cose con i piedi piombo come del resto la Chiesa ha sempre fatto, inquisizione o no (quanto al piombo poi l’inquisizione non è mai stata seconda a nessuno…).

Di nuovo la domanda è: “Ma davvero adesso si può prendere a esempio il Papa e mettere in discussione un po’ tutto il complesso dottrinario della Chiesa Cattolica, come sembra fare Vito Mancuso, senza rischiare di passare per le fiamme dell’inquisizione?”

Credo proprio di no.

Perché no? Perché questa è la facciata, ma resta il fatto che la Chiesa come istituzione non può lasciare che venga meno la struttura autoritaria e gerarchica, pena il suo stesso disfacimento, che fra l’altro verrebbe a coincidere con il ritorno alle origini, cioè al Vangelo, mai sia!

D’altra parte Papa Francesco parla e parla, ma di cambiamenti se ne vedono pochi e di scarsa rilevanza… Ehilà, se ne stanno accorgendo in parecchi, evviva!

Eccone un esempio:

“Una Chiesa che intende proporsi come evangelica ed inclusiva, aperta ed in dialogo con la modernità, dovrebbe fare i conti prima di tutto con se stessa e con le scelte repressive compiute nei confronti di chi, al suo interno, ha manifestato sensibilità ed apertura sui temi della sessualità e della contraccezione, delle persone lgbt [Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender, ndr] e dei divorziati risposati, del sacerdozio femminile e del ruolo di donne e laici nella Chiesa, della collegialità e della revisione del primato e dell’infallibilità del papa.” (Adista)

Beatifichiamo i Martiri dell’Inquisizione

Sai quale potrebbe essere un vero segno di cambiamento per la Chiesa?

Torniamo per un momento all’inquisizione. Quanti innocenti sono stati torturati e mandati al rogo o comunque trucidati dalla Chiesa, che adesso se ne dice rammaricata e pentita?

Bene, ecco una bella e decisa svolta: riabilitazione collettiva per tutte le vittime dell’inquisizione. Tutti dichiarati solennemente e canonicamente Santi Martiri della Chiesa, ipso facto. Beati Martiri, come è stato fatto per tanti martiri cattolici in blocco (uccisi però dagli infedeli; ma non conta la fede del boia).

Questo, sì, sarebbe un vero segno di pentimento, altrimenti si sottilizza, si fa dottrina, catechismo e teologia (per l’edificazione spirituale dei fedeli).

Un pentimento anche per compensare “errori” più recenti, con la canonizzazione, per esempio, di monsignor Escrivà (Opus Dei) e per contrapporre ai 480 canonizzati da Giovanni Paolo II, con nuovi martiri che lo meritano davvero anche senza aver compiuto miracoli come si conviene ai martiri, appunto.

Ma come potrebbe farlo la Chiesa Cattolica? Metterebbe sugli altari coloro che prima ha dichiarato alla stregua dei demoni… No, non si può fare.

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