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Intervista parallela (6 domande) alle due candidate per il ballottaggio di Ostia

Mai prima d’ora come in questa circostanza le elezioni per un Municipio di una metropoli sono al centro dell’attenzione generale. Accade per il ballottaggio di domenica prossima a Ostia, con contrapposte due donne: Giuliana Di Pillo (M5S), educatrice, e Monica Picca (Fratelli d’Italia per il centrodestra), professoressa di Lettere, nell’ordine la prima e la seconda al termine della conta dei voti nel turno di domenica 5 con uno scarto di 2.300 preferenze. La rilevanza nazionale è data da più elementi: perché il litorale della Capitale viene da un commissariamento di oltre due anni per infiltrazioni mafiose, e malgrado ciò la criminalità organizzata è ancora ben presente sul territorio; perché, in fondo, se Ostia fosse un Comune a sè con i suoi 231mila abitanti sarebbe la quattordicesima città italiana; e infine per l’eco avuta dopo l’aggressione da parte di Roberto Spada, un componente del clan Spada, ai danni della troupe della trasmissione ‘Nemo-Nessuno escluso’ di Rai2.

Quella testata non ha solo fratturato il setto nasale del giornalista Daniele Piervincenzi, ma ha riacceso di colpo i riflettori su Ostia, richiamato l’attenzione di tutta la stampa nazionale – ed anche internazionale -, registrato l’intervento sdegnato corale della politica e delle istituzioni. E innescato un giro di vite da parte delle forze dell’ordine, compreso un controllo che per quanto possa definirsi discreto sarà comunque stretto e marcato sul ballottaggio e sulle operazioni di scrutinio delle schede.

Abbiamo rivolto a entrambe sei domande, le stesse, per sapere chi sono e quali i loro programmi, finiti un poco in ombra tra la vicenda Spada e il forte consenso – 9% – ottenuto dall’estrema destra di CasaPound. Qualora venisse eletta presidente, la candidata pentastellata come primo atto chiederebbe di “incrementare l’organico della polizia locale” esplorando “la possibilità di poter utilizzare tali risorse per funzioni di vigilanza sulle spiagge, durante la stagione balneare”, e poi si impegnerebbe “per abbattere il Lungomuro”. La candidata di FdI per il centrodestra, invece, come primo atto nominerebbe “un assessore alla legalità e contestualmente” chiederebbe al sindaco di Roma, Virginia Raggi, di intervenire presso il Prefetto della capitale per potenziare le forze dell’ordine sul territorio”. E poi riaprirebbe “la viabilità adiacente alla pineta di Castel Fusano, parco che anzichè riaprire i 5 Stelle hanno pensato bene di tenere chiuso anche per i prossimi 3 mesi”.

Domenica si vota per il ballottaggio, una partita aperta, siete separate solamente da 2.300 voti. Come pensa di vincere?

Giuliana Di Pillo: “È importante che le persone vadano a votare. Per questo abbiamo lanciato la campagna ‘Adotta un astenuto’. In un Municipio sciolto per mafia, più che altrove, i cittadini devono riappropriarsi delle istituzioni. Noi siamo gli unici che nel X Municipio non hanno mai governato. Abbiamo un programma serio e credibile, concreto, che va alla radice dei problemi annosi che riguardano questo territorio e che offre soluzioni chiare e precise. La sinergia e la sintonia con Roma Capitale è una marcia in più per rilanciare tutto il territorio, non solo Ostia, perché, in troppi, si dimenticano che il X non è solo Ostia”. 

Monica Picca: “Intanto penso di vincere mettendoci la faccia e non sottraendomi ai confronti pubblici come ha fatto più volte Giuliana Di Pillo. Ma probabilmente mi teme e capisco quindi il suo nervosismo. In questi 15 giorni ho incontrato moltissime persone, associazioni, comitati e operatori di settore. Soprattutto mi sono attivata quartiere per quartiere, casa per casa, per spiegare non solo il mio programma ma cosa farò da presidente del Municipio X”.

Descriva il suo percorso personale e politico prima di arrivare a questa candidatura

Di Pillo: “Ho iniziato il mio percorso di partecipazione attiva con l’associazione ‘Ostia che Cammina’, di cui ho ricoperto la carica di presidente e, in seguito, ho cominciato a interessarmi ai temi portati avanti da Beppe Grillo, perché coincidevano con i miei valori. È stata una scoperta importante che ha segnato la mia vita. Ho capito che non era giusto che fossero gli altri a occuparsi della politica, non era giusto sempre delegare, ma che occorreva che ognuno facesse qualcosa in prima persona. Da allora sono passati un po’ di anni, è nato il Movimento 5 Stelle, ho fatto già un’esperienza come portavoce municipale al X Municipio nelle file dell’opposizione, e sono ancora qui, a combattere, per cercare di affermare i miei valori e i miei ideali, nell’esclusivo interesse dei cittadini. Vorrei che il mio territorio, che le vecchie amministrazioni di destra e di sinistra hanno lasciato in macerie, potesse ripartire come merita, perché e’ dotato di grandi ricchezze paesaggistiche e culturali”.

Picca: “Vengo da questo territorio che ben conosco, nel Municipio X ci sono nata e cresciuta e vivo nel quadrante di Acilia. Ho a cuore la cosa pubblica fin da ragazza, sono entrata nelle istituzioni meno di 10 anni fa come consigliere municipale. Il mio impegno si è sempre profuso nell’area del centrodestra, sono stata eletta nel Pdl e ho proseguito il mio impegno con Fratelli d’Italia, il movimento di Giorgia Meloni che ho seguito fin dalla sua nascita. La mia candidatura, infatti, non è calata dall’alto, ma si e’ trattata di una scelta ponderata, fatta insieme con tutte le altre forze politiche del centrodestra che mi sostengono e che ringrazio per la fiducia. Ostia e l’entroterra rappresentano un territorio straordinario, e mi sento fiera e orgogliosa di poterlo rappresentare”.

In campagna elettorale si è parlato quasi solo del clan Spada. Chi avvantaggerà questa vicenda?

Di Pillo: “Possiamo dire chi non ha avvantaggiato: i cittadini, perché non abbiamo potuto parlare meglio e in maniera più approfondita del nostro programma di governo per il territorio. Siamo rimasti stupiti quando Picca, Meloni e tutto il centrodestra, non hanno preso le distanze dall’endorsement degli Spada a CasaPound, e lo abbiamo subito denunciato. Chi si candida a governare un Municipio sciolto per mafia non deve tollerare zone grigie o lasciare adito a posizioni ambigue, e deve, invece, prendere subito le distanze nettamente dalle zone d’ombra. Per questo motivo, noi del Movimento 5 Stelle siamo scesi in piazza lo scorso sabato: sia per condannare la grave aggressione ai due giornalisti della troupe di Rai2, sia per dire un forte no a tutte le mafie. Spiace che Picca, invece, sia rimasta a casa, ha perso un’occasione per dire da che parte sta. Il M5S, invece, è sceso in piazza per dire chiaramente che sta dalla parte della legalità”. 

Picca: “Credo che ai cittadini interessi poco sapere chi prenderà vantaggi dal fatto che si sia parlato del clan Spada, ma programmi e contenuti per rilanciare il Municipio dopo due anni di commissariamento. Resta il fatto che noi a Ostia non abbiamo mai preso voti dagli Spada e nemmeno li vogliamo, a differenza dei 5 Stelle che non solo hanno endorsement pubblici dal clan piu’ rinomato del Municipio X, ma addirittura esistono dichiarazioni di voto”. 

Cosa la differenzia sul piano del programma dalla sua sfidante?

Di Pillo: “Noi abbiamo presentato gran parte della squadra di governo, i nostri assessori designati, che governeranno il territorio se avremo la fiducia dei cittadini. Riteniamo che sia una forma di rispetto verso gli elettori sapere, prima del voto, da chi saranno governati. Picca non lo può fare perché è sostenuta da 5 liste, a cui deve rendere conto. Noi, invece, corriamo da soli e non dobbiamo spartire poltrone, ma fare solo l’interesse dei cittadini. Il nostro programma, inoltre, è stato realizzato con i cittadini, è un programma partecipato. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, attraverso tavoli tematici, abbiamo affrontato i temi di maggior interesse per la popolazione, e abbiamo cercato di trovare soluzioni ai problemi. Non abbiamo redatto un libro dei sogni, tutto quello che c’è nel programma è attuabile e, soprattutto, non è calato dall’alto, ma partecipato”.

Picca: “Innanzitutto il dilettantismo della Di Pillo, che sembra andare in perfetta continuità con il sindaco Raggi. Ricordo, infatti, che come delegata per il litorale non sa nemmeno se la palestra degli Spada sia pubblica o privata. A seguire direi l’immobilismo: in questi 17 mesi nulla è stato fatto dall’amministrazione Raggi per il Municipio X, a parte passerelle e spot elettorali per racimolare voti dopo l’emorragia di consensi al primo turno”.

Se dovesse vincere quale sarà il primo provvedimento da presidente del Municipio X?

Di Pillo: “Il mio primo atto da presidente sarà quello di attivarmi per incrementare l’organico della polizia locale. Nel 2018, a Roma, saranno assunti trecento nuovi agenti, chiederò alla sindaca Raggi che una parte di tale personale venga destinato al X Municipio con compiti di istituto. Sottoporrò, quindi, al comandante dei vigili urbani del Gruppo X Roma Mare la possibilità di poter utilizzare tali risorse per funzioni di vigilanza sulle spiagge, durante la stagione balneare. Inoltre mi impegnero’ fortemente per abbattere il Lungomuro, che impedisce la vista del mare ai cittadini e lavoreremo per rilanciare la vocazione turistica del X Municipio, abbandonato a se stesso in questi anni”.

Picca: “Legalità e sicurezza sono al primo posto della mia agenda di governo, pertanto nominerò un assessore alla legalità e contestualmente chiederò alla Raggi di intervenire presso il prefetto per potenziare le forze dell’ordine sul territorio. E anche se non riguarda strettamente la legalità, ho già fatto sapere – e quindi lo farò – che firmerò un’ordinanza per riaprire la viabilità adiacente alla Pineta di Castel Fusano, parco che anziché riaprire i 5 Stelle hanno pensato bene di tenere chiuso anche per i prossimi 3 mesi, a conferma che sono dei passacarte e che amministrano solo a colpi di ordinanze”.

CasaPound si è inserita nel vuoto lasciato da altri partiti nelle zone più difficili del litorale. Pensa di poter fare altrettanto?

Di Pillo: “A noi non interessa riempire vuoti, ma dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini. Tutti abbiamo letto dell’endorsement degli Spada a CasaPound: ebbene noi lo abbiamo subito condannato, a differenza dei nostri sfidanti al ballottaggio che hanno strizzato l’occhiolino agli estremisti. Noi, e lo ribadiamo, i voti degli Spada non li vogliamo. Noi guardiamo in casa nostra e lavoriamo per il ripristino della legalità e della trasparenza. Mai più affidamenti diretti, ma bandi pubblici con regole ferree. Il M5S e’ l’unico argine a queste forme di estremismo. Abbiamo un programma concreto per l’alternativa di governo in questo territorio, già amministrato da centrosinistra e centrodestra, con Picca consigliera di maggioranza, con esiti disastrosi, come ammesso da lei stessa”.

Picca: “Guardi, noi ci siamo sempre stati, nelle strade e in mezzo alla gente. Certamente il commissariamento ha lasciato un vuoto che, inevitabilmente, ha determinato sia il voto di protesta che il grande astensionismo. La politica deve tornare a occuparsi del territorio. Dobbiamo tornare a ‘Fare Bene’, non a caso questo è il mio slogan elettorale”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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