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Iran: ambasciatore Mozaffari, imprese italiane benvenute

Genova – “Nonostante le sanzioni ingiustamente imposte al nostro Paese, l’Italia ha sempre mantenuto ottimi rapporti con l’Iran. Per questo appena sono cessate le sanzioni, il nostro presidente della Repubblica ha voluto organizzare in Italia il suo primo viaggio e, tre mesi dopo, il premier Renzi è venuto in Iran. Il frutto di questi incontri sono i 25 miliardi di euro del memorandum di intesa tra i due Paesi”. Lo ha detto l’ambasciatore iraniano a Roma, Jahanbakhsh Mozaffari, durante un convegno organizzato Genova con le maggiori personalità economiche della Liguria. L’ambasciatore ha invitato gli imprenditori a visitare e investire in Iran, “siamo un Paese leader nel settore dell’energia: la terza riserva di gas del mondo e la seconda per il petrolio appartengono a noi. Siamo uno dei cinque Paesi piu’ importanti al mondo per i giacimenti minerari, il decimo come attrazioni turistiche. Le nostre bellezze naturalistiche ci rendono il terzo Paese nel mondo. In un futuro non troppo lontano saremo uno dei piu’ importanti mercati emergenti e per questo invitiamo Imprenditori e commercianti a visitare l’Iran”.

Solo lo scorso anno il Paese è stato visitato da 15 mila italiani, 1.000 dei quali erano imprenditori andati a studiare nuove opportunità, ha ricordato Mozaffari: “Per risanare l’economia danneggiata da sanzioni ingiuste e crudeli abbiamo bisogno di imprese in tutti i settori, soprattutto quelle piccole e medie al fine di risolvere il problema della disoccupazione”. E sui timori delle grandi banche italiane ad aprire un canale di credito verso le imprese che hanno deciso di investire in Iran, l’ambasciatore ha sottolineato: “Il nostro governo darà ogni tipo di supporto. Le grandi banche hanno problemi con gli Stati Uniti, non con noi: temono che gli Usa le sanzionino. Ma in un futuro molto vicino questi problemi saranno risolti. Sono preoccupazioni psicologiche, non oggettive. Bisogna ricordare che l’Iran è un ponte d’accesso a tutti i Paesi e i mercati della regione medio orientale, con 80 milioni di giovani laureati. E’ un Paese che gode una posizione eccellente, il più sicuro dove investire nel tormentato Medio Oriente. Per noi gli imprenditori italiani sono i benvenuti: vi aspettiamo a braccia aperte”, ha detto ancora Mozaffari. “Ora vogliamo incoraggiare anche le piccole e medie imprese a venire nel nostro Paese che secondo gli economisti nei prossimi 10 anni sarà il mercato piu’ emergente al mondo“.

L’apertura del mercato iraniano dopo la fine delle sanzioni costituisce “una grande opportunita’ per noi, non perdiamo questa occasione”. Lo ha affermato Giuseppe Zampini, amministratore delegato di Ansaldo Energia e presidente di Confindustria Genova, intervenendo al convegno sull’Iran. Zampini ha anticipato l’iniziativa dell’associazione imprenditoriale genovese, che a settembre effettuera’ una missione in Iran “porteremo un numero limitato di aziende di settori particolari, stiamo contattando le controparti”. Ansaldo Energia, ha ricordato Zampini era presente in Iran da prima della rivoluzione del 1979. Dopo la fine delle sanzioni, nell’agosto scorso “sono tornato e ho sentito dai loro ministri che sono interessati alle imprese che portano tecnologie e investono nel loro territorio, vi e’ un’apertura da parte loro”. Anche Zampini lamenta le difficolta’ nel sistema dei finanziamenti delle imprese esportatrici: “alcune banche nazionali sostengono queste iniziative – ha detto – ma non con le capacita’ finanziarie che il Paese richiederebbe. Non vorrei che queste difficolta’ siano conseguenze delle forzature che stanno facendo gli Stati Uniti, per poi essere pronti loro a entrare nel Paese. Noi dobbiamo arrivare li’ per primi, tornare a essere i primi esportatori; dobbiamo essere attivi, non aspettare gli altri ma precederli”. Secondo Zampini “anche i cinesi sono molto interessati, hanno aperto un fondo per investire, ma agli iraniani piacciono di piu’ gli investitori occidentali”.

Le navi sono pronte a trasportare in Iran le merci esportate dalle aziende italiane, ma l’attivita’ viene rallentata dalla mancanza delle lettere di credito bancarie. Lo ha affermato Augusto Cosulich, amministratore delegato della società di navigazione omonima, intervenendo oggi a Genova al convegno sull’Iran, dedicato alle opportunita’ di esportazione nel Paese. Cosulich ha dato vita recentemente a una joint venture con la societa’ di trasporti iraniana Irisl: “L’accordo e’ concluso – ha detto – le navi fanno scalo nel porto di Genova, abbiamo i contratti già firmati e potremmo fare un servizio settimanale, mobilitando in un anno centomila container, invece siamo quasi fermi”. (AGI)

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