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Iran: disputa tra Repubblicani Camera potrebbe far saltare voto

(AGI) – Washington, 10 set. – A solo una settimana dalla scadenza (17 settembre) entro la quale il Congresso si deve esprimere sull’accordo sul programma nucleare iraniano, un’accesa disputa tutta interna alla nettissima maggioranza repubblicana alla Camera potrebbe di fatto far si’ che il voto salti. Il dissidio e’ stato innescato dalla presa d’atto che le chance di far saltare l’accordo sono ridotte praticamente a zero dopo che al Senato il presidente Barack Obama ha ottenuto l’impegno di 42 (gliene bastavano 40) democratici a bocciare la mozione di abrogazione dell’Iran Nuclear Review Act, la legge firmata da Obama. Un’autentica ribellione – apparentemente una mossa disperata – dell’ala piu’ conservatrice del Grand Old Party (Gop) contro il presidente, John Boehner considerato da loro troppo debole con la Casa Bianca e guidata da Peter Roskam, ha rinviato il primo voto atteso per ieri sull’accordo di Ginevra del 14 luglio scorso: una mozione procedurale per iniziare il dibattito. Ma non si e’ votata perche’ alcuni repubblicani vogliono che Obama fornisca ulteriori dettagli sull’accordo e nel mentre l’orologio non si ferma. Secondo i duri del Gop – che hanno anche il sostegno dei due candidati alla Casa Bianca Donal Trump e Ted Cruz, prove forse di un possibile ticket presidenziale – il presidente ha taciuto al Congresso “accordi a latere segreti” sulle ispezioni dei siti nucleari di Teheran. Per questo secondo questi repubblicani, “il presidente non ha rispettato la legge e (la sua legge) non e’ di fatto valida perche’ non ha reso noto tutti i particolari come prevede la procedura” e vogliono che ‘svuoti il sacco’. Alla Casa Bianca si sono limitatia far notare che se “il Congresso non votera’ entro il 17 settembre, l’accordo entrera’ automaticamente in vigore”, ha dichiarato il portvaoce Eric Schultz. Per cui, i repubblicani alla Camera possono ‘strepitare’ quanto vogliono, ma alla fine dovranno attendere l’eventuale vittoria di un candidato repubblicano alle presidenziali dell’anno prossimo per vedersi annullare l’intesa. Intesa che resterebbe valida per gli altri firmatari, a partuire dall’Ue. (AGI) .
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