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Iraq: controffensiva Isis a Kirkuk, "in azione cellule dormienti"

di Nuccia Bianchini

Kirkuk (Iraq) – Mentre continua l’offensiva delle truppe irachene e curde su Mosul, i jihadisti dell’Isis hanno lanciato a sorpresa una controffensiva a Kirkuk, città nel nord dell’Iraq sotto il controllo delle forze peshmerga dal 2014. Decine di miliziani, armati fino ai denti, alcuni con giubbotti kamikaze, hanno attaccato il centro – che si trova a sud di Mosul – in un evidente tentativo di distrarre l’attenzione di forze curde e irachene. Ore dopo l’assalto, in strada si sentivano ancora sporadici spari. L’attacco, condotto contemporaneamente a un altro contro una centrale elettrica poco più a nord e ancora più vicino a Mosul, ha lasciato già almeno 22 morti (6 poliziotti e 16 civili). Nelle strade della città si sono visti decine di miliziani armati di fucili e granate, alcuni “con abiti di tipo afghano”.

Mosul, bastione sunnita pieno di ex soldati di Saddam 

E’ stato un attacco coordinato, iniziato in piena notte. Almeno 5 kamikaze hanno puntato agli edifici del governo, tra cui il quartier generale della polizia. I miliziani sono riusciti a prendere il controllo di alcuni quartieri della parte meridionale della citta’, scontrandosi con le forze di sicurezza. L’Isis, attraverso la sua agenzia Amaq, si è affrettato a rivendicare l’azione. “Forze di sicurezza, peshmerga e dell’antiterrorismo hanno ristabilito il completo controllo della situazione a Kirkuk”, ha assicurato il governatore, Najmeddin Karim, che ha parlato di cellule dormienti in azione. Secondo fonti locali, dopo l’attacco sono state chiuse tutte le moschee e annullati i sermoni previsti per la giornata santa del venerdì. “Quando ci sono state le preghiere del mattino, ho visto diversi ‘dawaesh’, i miliziani di Daesh, entrare nella moschea di al-Mohammadi”, ha raccontato Abdelhussen, un insegnante che vive nel quartiere di Tesaeen. “Avevano gli altoparlanti e gridavano Allah Akbar, ‘Dio è grande’, e Dawla al-Islam Baqiya, lo ‘Stato Islamico rimarra’”. Kirkuk, che dista 240km a nord di Baghdad, è in una regione ricca di petrolio ed è stata spesso al centro di tensioni. Etnicamente e religiosamente divisa, attualmente è sotto il controllo dei peshmerga curdi che stanno svolgendo un ruolo importantissimo nell’offensiva su Mosul. Proprio l’avanzata su Mosul, che è stata più veloce delle attese, viene ostacolata dai jihadisti con attacchi-kamikaze in ordine sparso. Sempre stamane, uomini armati con indosso giubbotti antiproiettili hanno preso d’assalto una centrale elettrica che viene costruita dagli iraniani nella località di Dibis, una città a sud-est della zona principale dell’offensiva, Mosul, a soli 40 km da Kirkuk. Tre attentatori suicidi sono riusciti a infiltrarsi nel cantiere e hanno ucciso quattro tecnici iraniani e altre 12 persone, tra dipendenti locali e ingegneri. (AGI) 

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