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Iraq. L’Isis minaccia gli Usa, mentre il massacro continua: “Campi di teste impalate di bambini”

isis_iraqRedazione– A seguito dei primi raid compiuti dagli Usa nel nord dell’Iraq, per difendere le minoranze religiose perseguitate e vessate, l’Isis alza la testa e minaccia gli stessi americani.

“Dichiaro agli Stati Uniti che è stato creato il califfato islamico”, ha infatti annunciato un portavoce degli estremisti islamici che stanno terrorizzando il medio-oriente, Abu Mosa, in un video diffuso ormai in tutto il mondo. “Non siate vigliacchi, attaccandoci con i droni. Mandate i vostri soldati invece, quelli che abbiamo umiliato in Iraq”, prosegue. “Lo faremo ovunque e alzeremo la bandiera di Allah sulla Casa Bianca”.

Intanto, la situazione per i cristiani si fa sempre più critica. Il giornalista della Cnn Johnatan Mann è riuscito a intervistare il leader cristiano Mark Arabo, il quale sostiene come, la cristianità, a Mosul, non esista più: “E’ in corso un olocausto”, denuncia, parlando di una “sistematica decapitazione di bambini” da parte dei jihadisti.

“I bambini vengono decapitati, le madri violentate e uccise e i padri impiccati”, ha aggiunto. “In questo momento tremila cristiani in Iraq sono in fuga verso le città vicine”. “A Mosul”, ha proseguito ancora, “esiste un parco dove sono stati decapitati bambini e le loro teste sono state infisse su dei bastoni... si tratta di crimini contro l’umanità. Stanno commettendo i più orrendi crimini che si possano immaginare.”

-8 agosto 2014-

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