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Irriverenza

Da Italialaica.it, articolo di Lidia Menapace

“”Poiché questa favoletta seguita a girarmi in testa, la scrivo, pur sapendo che è irriverente e chiedendo scusa in anticipo a chi se ne sentirà colpito. Dunque, i e le seguaci di ogni dio unico, cioè coloro che si considerano appartenenti a una delle tre religioni monoteiste, tra di loro si sono trattati nei secoli in molti modi non generalmente urbani, tra guerre sante crociate e inquisizioni non c’è che l’imbarazzo della scelta. Per fortuna -dico- , ringraziando la provvidenza (dicono i fedeli) e anche un po’ la Rivoluzione francese (sia pure con anche tutti i suoi eccessi ghigliottineschi e bellicisti e patriarcali, ma certo) oggi ufficialmente quei seguaci un tempo acerbi nemici armati, si ritrovano al massimo livello di rappresentanza (per cui di solito non c’é tra loro nemmeno mezza donna) e si scambiano riconoscimenti e complimenti, pregano insieme, e mandano messaggi al mondo chiedendo pace e magari anche giustizia. Benissimo, prendo atto del cambiamento, anche se osservo sarcasticamente che, almeno in parte tutto questo uso di solennissimi salamelecchi, dipende anche dal disinteresse verso le religioni, che è in grande aumento e suggerisce di non dividersi, ma di fare per quanto possibile “fronte comune”.
Benissimo, ma immaginando che i tre dei unici si incontrino, che si diranno? Dall’alto della sua ben più antica storicità il dio dell’Antico testamento guarderà gli altri due con alterigia, poi insieme col secondo unico dio , quello cristiano, si rivolgeranno al terzo dio unico, chiamandolo giovanotto di belle speranze e capriccioso? Oppure faranno finta di non conoscersi e ciascuno di loro seguiterà a proclamarsi unico solo e vero? infatti chi è unico, come può avere dei pari? Insomma mi piacerebbe che qualcuno scrivesse un piccolo testo teatrale da leggere in pubblico: dite che è troppo? che è offensivo? Ma allora che dire delle processioni che fanno inchinare la statua della Madonna (una specie di dea) davanti alla casa del capomafia? o della tomba di padre Pio, santo idolatrato e oggetto di un culto palesemente superstizioso e causa di enormi sprechi per costruirgli appunto una tomba meta di pellegrinaggi ben più di quella di papa Giovanni?
Mi fermo altrimenti esagero, Lidia””

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