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Isis: al via raid francesi in SiriaRenzi, si deve evitare nuova Libia

(AGI) – New York, 27 set. – L’Italia e’ contraria “a blitz e raid in Siria” perche’ “occorre evitare una nuova Libia”. Matteo Renzi, a Ney York per parlare all”Assemblea generale dell’Onu, commentando con i giornalisti i primi bombardamenti aerei dei caccia francesi sui cieli siriani. “Serve una strategia complessiva con il coinvolgimento di tutti e non iniziative spot”, ha spiegato Renzi, evitando – ha insistito – quel che accadde in Libia, quando “all’intervento armato non ha fatto seguito un’azione politica”. Il premier ha anche ricordato, citando il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che la Siria e’ “una macchia sulle coscienze” del mondo.

La Francia oggi ha annunciato di aver compiuto una serie di raid aerei in Siria. come riferito dall’Eliseo, gli obiettivi dei raid, seguiti alla decisione di estendere l’azione militare francese gia’ in corso nel vicino Iraq, sono stati individuati negli ultimi 15 giorni. L’operazione contro “la minaccia terroristica” rappresentata dallo Stato islamico, si legge in una breve nota, e’ stata coordinata insieme ai partner nella regione. Il premier francese, Manuel Valls, ha dichiarato che i bombardamenti francesi in Siria hanno come obiettivo “le roccaforti dell’Isis dove si sono addestrati quelli che attaccarono la Francia”, per cui ritiene che il suo Paese agisca “per legittima difesa”.

Parlando alla stampa dopo l’annuncio dell’Eliseo dell’inizio dei bombardamenti, Valls ha segnalato che la Francia sceglie in maniera autonoma gli obiettivi, anche se li realizza i raid in coordinamento con i suoi alleati, principalmente gli statunitensi. Dopo aver fatto notare che i bombardamenti continueranno “il tempo che e’ necessario”, Valls ha ricordato che la Francia “adatta la sua strategia” e agisce “su tutti i fronti nella lotta contra il terrorismo, bombardando l’Isis”. Da un anno l’esercito francese opera contro il gruppo terroristico in Iraq con caccia Rafale e Mirage 2000 e un contingente di oltre 700 effettivi; ma in Siria si limitava finora a inviare armi e strumenti di telecomunicazione per i ribelli. Valls ha insistito sulla “necessita’ di una transizione politica e democratica sulla base dei negoziati di Ginevra con gli elementi moderati dell’opposizione e con elementi del regime” siriano, ma ha nello stesso tempo ha insistito sul fatto che il presidente “Bashar al-Assad non possa essere la soluzione in Siria”.

Le acque a largo della Siria si stanno sempre piu’ trasformando nel teatro d’operazioni prioritario della marina russa. L’ammiraglia della flotta russa del Mar Nero, l’incrociatore pesante lanciamissili Moskva, ha lasciato la base di Sebastopoli, nella Crimea annessa lo scorso anno, alla volta del Mediterraneo, dove a largo della coste siriane partecipera’ ad esercitazioni navali con altre unita’ da guerra russe. In zona si troverebbe, oltre a diverse unita’ di superficie, anche – ma mancano conferme ufficiali – la piu’ temibile arma russa: l’unico sottomarino a propulsione nucleare classe Tifone, il Dmitri Donskoi, ancora operativo. Si tratta di un colosso lungo 172 metri armato con 20 missili balistici intercontinentali ‘Bulava), ognuno in grado di trasportare 10 testate atomiche a rienrro indipendente (Mirv) che – in teoria – possono distruggere 200 obiettivi indipendenti. Di fatto solo un deterrente, seppur enorme, inutilizzabile di fatto in operazioni in Siria. Lo riferisce la rete russa Rt. Il Moskva ha oltrepassato gli stretti turchi del Bosforo e dei Dardanelli. L’esercitazione si svolgera’ nel prossimi giorni tra l’isola di Cipro e – non sembra un caso – il porto di Tartus in Siria, l’unico approdo delle navi da guerra russe nel Mediterraneo, che Mosca e’ pronta a difendere fino all’ultimo uomo.

Alle manovre parteciperanno insieme al Moskva altre due grosse unita: l’incrociatore Smetlivy e la nave d’assalto anfibio Saratov. Le manovre navali prevedono almeno “40 operazioni di combattimento, incluso il lancio di razzi, il fuoco dei pezzi di artiglieria navale in mare e operazioni di sbarco” Nonostante il ministero della Difesa russa abbia sottolineato che le manovre siano state programmate nel 2014 sembra inevitabile trovarci un collegamento con lo schieramento di un’inusuale per dimensioni e qualita’ di forze russe in Siria (25 caccia bombardieri, 18 elicotteri d’attacco, oltre carri armati e almeno 500 fanti di marina) nelle zone di Latakia e di Tartus. (AGI)

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